March 29, 2019 / 11:30 AM / a year ago

PUNTO 3-Tim, Vivendi rinuncia a rimpasto board, primi segnali di tregua

(Aggiorna dopo voto assemblea)

di Agnieszka Flak e Elvira Pollina e Stephen Jewkes

ROZZANO, 29 marzo (Reuters) - L’assemblea di Tim ha approvato, con il 95% dei voti favorevoli, la proposta di Vivendi di rinunciare alla sua richiesta di sostituzione di cinque membri del cda in quota Elliott, in quello che potrebbe rappresentare un raffreddamento delle tensioni tra i due azionisti che nell’ultimo anno hanno pesato sul gruppo telefonico.

L’azionista francese chiedeva di sostituire il presidente di Tim Fulvio Conti e altri quattro amministratori indicati da Elliott, lamentando una “sostanziale mancanza di indipendenza” e accusandoli di scorrettezze nel processo che ha portato alla destituzione dell’ex AD Amos Genish a novembre.

Vivendi probabilmente non sarebbe riuscito a far passare la mozione inserita su sua richiesta all’ordine del giorno, complice anche il parere negativo ricevuto da tre influenti proxy adviser, che nelle scorse settimane hanno raccomandato di votare contro la proposta di revoca del socio francese, la cui collaborazione è vitale per la gestione della società, avendo una quota del 23,9%.

Il disinnesco della richiesta di revoca è stato salutato dall’amministratore delegato Luigi Gubitosi come il primo passo verso una fase più costruttiva dei rapporti tra soci.

Nel suo primo piano strategico triennale presentato il mese scorso, Gubitosi si è impegnato ad accelerare il taglio dei costi, ridurre i debiti e aumentare i profitti core dal prossimo anno.

Una tregua tra Vivendi ed Elliott potrebbe accelerare la creazione di un unico operatore a banda larga in Italia attraverso la rete unica con Open Fiber. Su quest’ultimo punto, Gubitosi ha detto oggi che i negoziati sono in corso e che è “ottimista”.

Per quanto riguarda la governance, un possibile compromesso potrebbe includere un consiglio più equilibrato e un presidente nominato dal Cdp, hanno spiegato alcune fonti nei giorni scorsi.

“Vivendi si augura che il board di Tim rappresenti meglio la base degli azionisti della società e che sia guidato in modo trasparente e inclusivo”, ha detto Caroline Le Masne de Chermont, responsabile affari legali di Vivendi, intervenendo all’apertura dei lavori dell’assemblea.

Interpellato su questo punto al termine dell’assemblea, Gubitosi ha messo però in chiaro che il board attuale, nominato un anno fa, scade fra due anni. “Non so con il tempo cosa succederà”, si è limitato a dire.

Per Elliott, che ha riconfermato la sue piena fiducia a Gubitosi e al consiglio, l’esito dell’assemblea segnala chiaramente che Vivendi ha compreso come ci sia un ampio supporto al board attuale.

Elliott, che oggi detiene il 9,6% di Tim, ha strappato al gruppo francese il controllo del consiglio di amministrazione dell’ex incumbent lo scorso maggio, accusando i francesi di una gestione finalizzata solo ai propri interessi, e chiedendo un radicale rilancio del gruppo telefonico.

Da allora la disputa tra soci ha vissuto un’escalation, contribuendo alla perdita di un terzo del valore delle azioni di Tim nell’ultimo anno e portando alla sostituzione di Genish, un alleato di Vivendi, con Luigi Gubitosi, tra i membri del board indicati da Elliott.

Fonti vicine alla situazione hanno affermato che le diverse parti potrebbero essere aperte a trovare una sorta di accordo dopo l’assemblea, anche se finora non ci sono segni sia stato raggiunto.

Cassa Depositi e Prestiti, che ha recentemente aumentato la propria quota diventando il secondo azionista di Tim con una quota intorno al 10%, potrebbe interpretare un ruolo di mediazione tra i due fronti.

Tim, che ha per anni avuto performance peggiori dei suoi competitor europei, sta affrontando nuovi concorrenti sia nella banda larga che in quella mobile, e le sue attività brasiliane si stanno gradualmente riprendendo.

Gli investitori confidano che quello odierno possa essere un segnale che Elliott e Vivendi siano finalmente pronti a seppellire l’ascia di guerra consentendo al management di promuovere misure per ridurre il debito, affrontare la concorrenza e perseguire opzioni strategiche per aumentare il valore.

Il mercato ha mostrato di apprezzare l’esito dell’assemblea, spingendo il titolo Telecom, che ha chiuso in rialzo del 2,5%, dopo essere salito di oltre il 3% in corso di seduta.

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Reporting by Elvira Pollina

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