28 gennaio 2016 / 19:09 / tra 2 anni

PUNTO 1-Banche, fusione Bpm e Banco Popolare riceve placet governo

(Aggiunge altre fonti, background)

ROMA/MILANO, 28 gennaio (Reuters) - Una fusione tra Banca Popolare di Milano e Banco Popolare viene ritenuto da palazzo Chigi la più ragionevole tra le ipotesi allo studio nel sistema bancario.

E’ quanto riferisce una fonte governativa dando nuovo impulso al processo di aggregazione delle popolari innescato dalla riforma varata dal governo lo scorso marzo e che impone alle prime dieci popolari italiane di cambiare governance e aprirsi alla concorrenza entro la fine dell‘anno.

Un merger tra Popolare di Milano e Banco Popolare farebbe tramontare l‘altra ipotesi esplorata dal governo di una aggregazione a tre tra Popolare di Milano, Ubi Banca e Monte dei Paschi di Siena. E potrebbe riproporre, invece, l‘opzione di un deal tra Ubi e Mps, anche se in questo caso la strada è piena di ostacoli.

Una fonte vicina alla situazione spiega che nell‘incontro di ieri tra l‘AD di Bpm, Giuseppe Castagna, quello di Ubi, Victor Massiah, e il ministro dell‘economia Pier Carlo Padoan, il numero uno della popolare milanese avrebbe argomentato le proprie perplessità rispetto ad un‘operazione a tre.

In questo senso Bpm “prosegue la strada delle fusione a due e l‘ipotesi principale è quella di un‘integrazione con Banco Popolare”, dice.

“Da parte dell‘autorità c‘è la volontà di fare questa operazione”, conferma una terza fonte.

Già qualche giorno fa Castagna ha detto di non aver mai parlato di un‘opzione a tre, e che le strade per Bpm restano le due note, o Ubi o Banco Popolare. Da parte sua l‘AD del gruppo veronese Pier Francesco Saviotti si era detto fiducioso di arrivare ad una conclusione positiva delle trattative.

Con il Banco trovare la quadra sulla governance sarebbe relativamente facile e l‘autonomia di Bpm verrebbe salvaguardata almeno per qualche anno.

Considerando anche anche che le due banche hanno una capitalizzazione simile (alla chiusura di oggi Bpm capitalizza 3,1 mld e il Banco 2,8 mld), l‘operazione si configurerebbe come un ‘merger-of equal’. Punto debole, è la mole di non performing loans del Banco tanto che qualcuno ipotizza che l‘operazione possa comportare una ricapitalizzazione.

Il settore bancario è sotto pressione in borsa in un mercato che ha mostrato forti perplessità sul reale impatto del nuovo piano del governo sulle sofferenze concordato martedì sera con la Commissione europea.

Oggi Bpm ha perso quasi il 10%, Mps, il 7,8%, Banco Popolare e Ubi il 5,8% circa.

Nessun commento dalle banche interessate.

(Giselda Vagnoni, Andrea Mandalà)

Ha collaborato Gianluca Semeraro

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