March 31, 2011 / 4:52 PM / 9 years ago

Generali, prove di tregua in vista Cda 6 aprile - fonti

MILANO, 31 marzo (Reuters) - Le diplomazie sono al lavoro per giungere a una soluzione pacifica in vista del Cda straordinario di Generali (GASI.MI) del prossimo 6 aprile in cui ci sarà un confronto tra management e consiglieri dopo le recenti polemiche.

L’obiettivo è di arrivare alla riunione della prossima settimana “con toni più morbidi”, ribadendo peraltro i diversi ruoli degli attori coinvolti e in particolare del presidente Cesare Geronzi e del Group-Ceo Giovanni Perissinotto.

Una tregua che consentirebbe a Mediobanca (MDBI.MI), primo azionista di Generali, di gestire con più tranquillità le tappe che portano verso il rinnovo del patto di sindacato che scade a fine anno con possibilità di disdette anticipate a settembre.

E’ questa la fotografia che scattano sulla vicenda alcune fonti vicine alla situazione.

“Più che prove di pace si può parlare di prove di civiltà. Si cerca di arrivare al 6 aprile con toni più morbidi”, spiega una delle fonti.

“La situazione si sta progressivamente calmando”, aggiunge una seconda fonte. “Si lavora per arrivare a una tregua”, è il commento di una terza fonte.

Non è nemmeno esclusa una presa di distanza, magari più strategica che sostanziale, da parte di Geronzi rispetto alla posizioni critiche espresse dal vicepresidente Vincent Bolloré su alcune scelte del management, afferma la seconda fonte.

I malumori all’interno del consiglio di Generali partono da lontano con l’intervista rilasciata da Geronzi al Financial Times in cui disegnava per la compagnia triestina un ruolo di sistema con possibili investimenti in infrastrutture e banche in difficoltà, visione in netto contrasto con quella illustrata qualche settimana prima da Perissinotto agli analisti.

Sullo sfondo la richiesta del consigliere Diego Della Valle di cedere la quota in Rcs (RCSM.MI), la cui gestione avviene - secondo l’imprenditore - al di fuori delle logiche del consiglio. Il riferimento - non troppo velato e con alcuni distinguo - è ai “due arzilli vecchietti”, Geronzi e Giovanni Bazoli.

Poi, in occasione del Cda sui conti 2010, Bolloré aveva espresso critiche per alcune scelte strategiche e in particolare la joint-venture con Ppf nell’area Cee. L’imprenditore francese si era anche astenuto alla votazione sul bilancio, reiterando i propri dubbi anche in alcune interviste alla stampa. Su richiesta Consob, Generali ha fornito alcuni chiarimenti sui termini della joint-venture. [ID:nLDE72L1BZ] [ID:nLDE72R0G8]

Petr Kellner, socio di riferimento di Ppf e consigliere Generali, ha espresso “disapprovazione” per la diffusione di informazione ritenute private, riferendosi alle dichiarazioni di Bolloré.

Il punto di incontro al prossimo consiglio dovrebbe essere la conferma dei ruoli distinti e paralleli di Geronzi e Perissinotto. “La soluzione sarà che ognuno ricopra il suo ruolo senza mettersi di traverso all’altro”, dice infatti la prima fonte.

“Il presidente difenda la compagnia e governi la comunicazione, Perissinotto lavori per portare risultati”, spiega.

La terza fonte ipotizza anche che Bolloré possa prendere atto dei chiarimenti forniti da Generali, fermo restando le perplessità sull’opportunità dell’operazione con Ppf, e riconosca che non c’è stato nulla di irregolare.

Fatta la tregua su Generali, la partita si sposterebbe sul rinnovo del patto di Mediobanca, in cui Bolloré ha il 5% e guida un gruppo di investitori francesi, complessivamente al 10%.

In una recente intervista il vicepresidente di UniCredit (CRDI.MI), Fabrizio Palenzona, ha ribadito che la quota in Mediobanca è strategica e che la banca intende tutelare l’indipendenza del management di Piazzetta Cuccia.

L’intervista è stata letta da qualcuno come una volontà di maggior controllo su Mediobanca dello stesso Palenzona a cui si contrapporrebbero le preoccupazioni dei francesi di perdere presa sull’istituto.

Paola Arosio, Gianluca Semeraro

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