March 11, 2020 / 6:37 AM / 3 months ago

Telecom Italia posticipa target crescita Ebitda, torna a dividendo

MILANO, 11 marzo (Reuters) - Telecom Italia (Tim) ha posticipato all’anno prossimo la sua previsione di ritorno alla crescita dell’Ebitda ‘organic after lease’, mentre vede una nuova flessione dei ricavi dei servizi sul mercato italiano nel 2020.

Il board ha, inoltre, deliberato la proposta di pagare un dividendo sulle azioni ordinarie, sebbene di appena 1 centesimo, per la prima volta dal 2013.

Presentando il nuovo piano industriale 2020-2022, TIM ha ribadito che proseguirà con la strategia tracciata l’anno scorso dall’amministratore delegato Luigi Gubitosi, volta a ridurre costi, debito e a sviluppare le infrastrutture di rete tramite partnership e joint venture.

La società ha sottolineato come sia al momento impossibile quantificare l’impatto sull’andamento del Pil mondiale e italiano, e conseguentemente sul piano TIM, dell’emergenza sanitaria dell’epidemia di coronavirus.

Prevista anche una riorganizzazione della struttura commerciale, anticipata peraltro nelle scorse settimane con la scelta di un nuovo responsabile.

Guardando i numeri, i ricavi totali lo scorso anno sono scesi del 2,6% a 18 miliardi di euro, in linea con il consensus degli analisti fornito dalla società di 17,998 miliardi di euro. I ricavi domestici sono scesi del 6,3% a 14,081 miliardi di euro.

L’Ebitda organic ‘after lease’ (al netto degli importi connessi al trattamento contabile dei contratti di leasing finanziari) è sceso del 2,2% a 7,2 miliardi, in linea alle attese.

Nella nuova guidance fornita con il piano, è prevista una nuova leggera riduzione quest’anno, con il ritorno alla crescita l’anno prossimo.

Sul fronte dei costi, Tim ha fissato un obiettivo più ambizioso nella riduzione prevista nell’arco dl triennio che si chiuderà al 2022, portando il target al 10% rispetto a una riduzione dell’8% inclusa nel piano precedente.

Tim prevede, inoltre, una generazione di cassa di 4,5-5 miliardi di euro tra il 2020 e il 2022, superiore ai 3,5 miliardi del precedente piano.

L’obiettivo è portare il debito netto ‘after lease’ sotto i 20 miliardi di euro nel 2021 rispetto a un precedente taget di 20,5 miliardi di euro.

Il target non include i proventi, stimati in circa 1 miliaro di euro, della vendita, già annunciata, di una quota del 12,4% di Inwit, una volta completata l’operazione d’integrazione con l’infrastruttura delle torri di telefonia mobile in Italia.

Tim ha, inoltre, confermato di aver concesso al fondo Kkr Infrastructure un peirodo di esclusiva come partner finanziario per lo sviluppo della rete in fibra.

Kkr, ha spiegato TIM, confermando le indiscrezioni delle scrose settimane, ha presentato un’offerta non vincolante per l’acquisto di circa il 40% della rete secondaria del gruppo ed in vista dell’auspicata integrazione con Open Fiber.

Elvira Pollina, in redazione a Milano Cristina Carlevaro

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