February 11, 2020 / 3:22 PM / 2 months ago

PUNTO 1-Bce, revisione policy non risolverà questione prezzi case in dati inflazione - fonti

(Aggiunge dettagli, contesto)

di Balazs Koranyi e Francesco Canepa

FRANCOFORTE, 11 febbraio (Reuters) - La revisione strategica in cui è impegnata la Banca centrale europea probabilmente non risolverà il dibattito sul trattamento dei prezzi degli immobili nei dati sull’inflazione e punterà invece a far sì che sia Eurostat a riaggiustare il dato, secondo quanto riferito da quattro fonti.

Il costo delle case occupate dai proprietari è escluso dalle letture dell’inflazione. Secondo alcuni banchieri Bce, compresa la presidente Christine Lagarde, questi dati — utilizzati a sostegno della politica monetaria — potrebbero riflettere in modo non accurato le spese dei consumatori.

Le recenti dichiarazioni dell’economista capo della Bce Philip Lane e del presidente della Bundesbank Jens Weidmann, secondo cui gli immobili dovrebbero avere un peso maggiore sull’inflazione, non hanno fatto altro che rafforzare le aspettative che la Bce utilizzi la prima revisione strategica dal 2003 per portare a termine un cambiamento che sostiene da tempo.

Secondo le fonti, tutte a conoscenza diretta della questione, il problema è troppo complesso per essere risolto rapidamente e la mossa non avrebbe molto senso in una fase matura del ciclo economico, in cui si prevede un’attenuazione della crescita dei prezzi immobiliari.

Poiché i prezzi delle case tendono ad aumentare in modo sproporzionato durante un boom e a calare durante una recessione, questi tendono ad amplificare le oscillazioni nelle letture dell’inflazione. Inoltre, i dati sono difficili da raccogliere e arrivano con un certo ritardo, rendendo la lettura complessiva meno affidabile.

Quindi, la cosa migliore che la Bce può fare è esercitare pressioni sull’Eurostat, l’ufficio di statistica Ue. La banca centrale probabilmente utilizzerà la revisione semplicemente per chiarire che non è soddisfatta della qualità dei dati sull’inflazione, aggiungono le fonti.

Lagarde potrebbe poi utilizzare la revisione, supportata da analisi di esperti, per indurre la Commissione europea e infine l’Eurostat ad agire, anche se le modifiche potrebbero richiedere diversi anni, hanno aggiunto.

In effetti, Lagarde ha già detto che se la Bce dovesse rilevare carenze nei dati sull’inflazione chiederà a Eurostat “ulteriore lavoro”.

Bce e Eurostat non hanno commentato.

RALLENTAMENTO ECONOMICO

Secondo le fonti, se l’indice includesse il mercato immobiliare la sua lettura potrebbe essere ritoccata al rialzo di 0,2-0,3 punti percentuali durante i boom immobiliari. Ma anche il calo dei prezzi delle abitazioni tende a ridurre l’inflazione durante le fasi di rallentamento economico, amplificando di fatto la volatilità del dato.

Con il netto rallentamento della crescita europea negli ultimi trimestri, il divario tra il tasso generale che misura l’inflazione — l’indice ‘headline’ — e il valore rettificato per i prezzi degli immobili si sta riducendo, indicando che in questo momento un cambiamento della metodologia è meno urgente.

Dal 2013 la Bce ha mancato l’obiettivo di inflazione vicina al 2% nonostante anni di misure di stimolo. Letture più alte dell’inflazione l’avrebbero avvicinata all’obiettivo negli ultimi anni, riducendo la necessità di allentare ulteriormente la politica monetaria.

Il rischio è che i prezzi delle case possano ora seguire l’andamento opposto, pesando sull’inflazione nei prossimi anni. Utilizzare questa misura potrebbe, quindi, rendere più difficile per la Bce ritirare gli stimoli, anche se ha esaurito gran parte della sua potenza di fuoco.

Considerando una media sul lungo termine, non è facile dimostrare che una lettura rettificata dell’inflazione sarebbe significativamente diversa dalla cifra ora prodotta da Eurostat, hanno aggiunto le fonti.

In realtà, la Bce ha uno scarso potere diretto su Eurostat, che in ogni caso ha già tentato invano per un certo tempo di includere i costi degli immobili nei dati dell’inflazione.

Una relazione preparata dalla Commissione europea ha concluso nel 2018 che i dati sugli immobili non possono essere raccolti con la stessa rapidità e frequenza delle altre misure dell’inflazione. Di conseguenza, l’inclusione dei prezzi degli immobili danneggerebbe la qualità dei dati dell’inflazione che vengono rapidamente pubblicati ogni mese.

Per questo motivo, il paniere utilizzato per l’indice armonizzato dei prezzi al consumo della zona euro (Ipca) dà al mercato immobiliare una ponderazione limitata al 6,5%, mentre negli Stati Uniti l’equivalente indicatore sull’inflazione di riferimento per Federal Reserve dà al settore immobiliare un peso superiore al 20%.

In alternativa, la Bce potrebbe utilizzare un dato diverso dall’Ipca. Ma le fonti hanno respinto questa idea, sostenendo che ridurrebbe la trasparenza e renderebbe più complicato l’obiettivo della Bce, minando potenzialmente la credibilità della politica monetaria.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below