January 28, 2020 / 6:43 PM / 2 months ago

Mediobanca, per Mediolanum governance più incerta se Del Vecchio incrementa quota

MILANO, 28 gennaio (Reuters) - Banca Mediolanum ha deciso di non classificare più come strategica la partecipazione in Mediobanca, preoccupata che la presenza di Leonardo Del Vecchio nel capitale di Piazzetta Cuccia possa modificarne gli equilibri azionari qualora incrementasse ulteriormente la sua quota.

Lo ha detto a Reuters il Ceo di Banca Mediolanum Massimo Doris, sottolineando che la decisione non implica l’intenzione di vendere nel breve periodo la quota in Mediobanca pari al 3,28%.

Nell’ultimo trimestre del 2019 Del Vecchio ha accumulato una partecipazione in Mediobanca pari al 9,9%, diventando il primo azionista dopo l’uscita di UniCredit.

Alcune fonti nei mesi scorsi non hanno escluso che l’imprenditore abbia l’intenzione di salire oltre il 10%, mossa per la quale ha bisogno dell’ok delle autorità di vigilanza bancaria.

Stando a quanto dichiarato dal ministro dei Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà in un’audizione alla Camera nei giorni scorsi, Del Vecchio non ha presentato richiesta formale alle autorità per superare la soglia del 10% in Mediobanca.

L’ingresso a sorpresa di Del Vecchio in Piazzetta Cuccia ha dato vita a una serie di speculazioni su possibili riassetti della finanza italiana che potrebbero coinvolgere anche Generali , in cui sia il fondatore di Luxottica sia Mediobanca sono importanti azionisti.

Nulla di personale contro Del Vecchio, ha sottolineato Doris. “Non fa paura Del Vecchio in quanto Del Vecchio ma il possibile nuovo equilibrio di potere”.

Del Vecchio ha criticato inizialmente la gestione del Ceo di Mediobanca Alberto Nagel sollecitando anche una crescita per linee esterne. Ha, tuttavia, poi espresso apprezzamento per il piano industriale che Nagel ha presentato la scorso novembre.

“La decisione sulla quota in Mediobanca non ha nulla a che vedere con la gestione della banca. Noi siamo azionisti soddisfatti”, ha spiegato Doris.

Negli ultimi due anni la compagine azionaria di Mediobanca ha registrato importanti cambiamenti: con l’uscita di Vincent Bolloré dal patto di sindacato a fine 2018, si è formato un patto di consultazione più leggero, la cui presa sul capitale di si è ulteriormente assottigliata al 12,6% quando UniCredit ha venduto il suo 8,4% tramite ‘accelerated bookbuilding’.

“Prima c’era un patto che arrivava al 38%, adesso ce n’è uno al 12,5%. Poi è arrivato Del Vecchio e tutti si chiedono se salirà sopra il 10% oppure no. Potrebbe andare oltre il patto e diventare più forte del patto. C’è un’incertezza molto alta”, ha detto Doris.

La riclassificazione della quota Mediobanca nel portafoglio held-to-collect comporta una riduzione del valore di iscrizione di 67 milioni di euro per Mediolanum, visto che il valore unitario della partecipazione è di 9,826 euro, si legge in una nota dell’asset manager. (Maria Pia Quaglia, in redazione Milano Gianluca Semeraro e Valentina Za)

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