January 10, 2020 / 3:19 PM / 17 days ago

PUNTO 2-Mediaset approva modifiche statuto per tenere a galla progetto Mfe

(Aggiunge link a grafico titolo Mediaset)

di Elvira Pollina

COLOGNO MONZESE, 10 gennaio (Reuters) - Mediaset ha approvato le proposte di modifica della governance della nuova holding olandese, perno del suo piano di sviluppo pan-europeo, nonostante l’opposizione da parte di Vivendi, che sta osteggiando il progetto in sede giudiziaria.

Mediaset, controllata dalla famiglia dell’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi, ha approvato a settembre un piano per fondere le attività italiane e spagnole del gruppo in un nuova holding olandese, MediaForEurope (Mfe).

L’emittente televisiva intende usare Mfe per stringere alleanze con altri broadcaster europei del settore e avere una dimensione per fronteggiare la crescente concorrenza dei giganti streaming come Netflix e giganti del web come Google.

Vivendi, secondo più grande azionista di Mediaset, ha dichiarato guerra al progetto, sostenendo che l’assetto della nuova società, comprensiva di un sistema di voto multiplo definito “aggressivo”, rinforzerebbe la presa di Berlusconi sul gruppo.

Vivendi e Mediaset sono alle prese con un lungo contenzioso originato dalla mancata vendita di Premium, pay tv del gruppo italiano, a Vivendi nel 2016, operazione considerata il primo passo per una successiva integrazione tra i due gruppi.

Saltato l’accordo, il gruppo che fa capo al miliardario Vincent Bolloré ha costruito una partecipazione del 29% in Mediaset, che l’emittente considera ostile ed illegittima.

Due terzi di questa sono stati congelati in un trust, Simon Fiduciaria, in seguito ad una delibera di AgCom, l’autorità garante per le comunicazioni, sulla base di una legge che limita le partecipazioni incrociate tra settore televisivo e telecomunicazioni .Vivendi è anche principale azionista di Telecom Italia.

Mediaset non ha mai permesso a Simon Fiduciaria di esercitare i propri diritti di voto all’assemblea. Una posizione confermata anche oggi dal Cda, che ha deliberato a maggioranza, con un astenuto. Una decisione che Vivendi, per bocca del capo degli affari legali Caroline Le Masne of Chermont, ha definito un “abuso”.

GROVIGLIO LEGALE

Accogliendo un ricorso di Vivendi, un tribunale spagnolo ha temporaneamente sospeso la fusione ad ottobre, mentre una decisione del tribunale di Milano sulla richiesta del gruppo francese di sospendere in via cautelare l’operazione non arriverà prima del 21 gennaio, quando è stata fissata la prossima udienza. Nel frattempo, l’operazione resta sospesa.

Per aumentare la possibilità di ottenere dai tribunali luce verde sul progetto, Mediaset ha proposto delle modifiche allo statuto della holding, in linea alle indicazioni ricevute dallo stesso tribunale di Milano, eliminando alcune clausole che, pur senza citare Vivendi, avrebbero potuto sospendere i diritti di voto di quest’ultima.

Mediaset ha ottenuto agevolmente l’approvazione delle modifiche, richiedente una maggioranza di due terzi, garantita dal 45,6% dei diritti di voto detenuti da Fininvest, holding della famiglia Berlusconi. Proposte ritenute insufficienti da Vivendi, che ha votato contro con il 9,9% direttamente detenuto.

Il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, nel suo intervento all’apertura dei lavori ha definito “pretestuose” le iniziative legali del socio francese. “Quello che Vivendi propone non è un piano alternativo ma un’ipotesi di immobilismo che rischia di portarci al declino”, ha aggiunto, ribadendo il valore industriale del progetto.

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Per un grafico sull’andamento di Mediaset nel 2019 clic

su tmsnrt.rs/2NbZQ89

NESSUNA TREGUA

I dubbi sul futuro di Mfe sono aumentati dopo il fallimento di un tentativo operato dalle due società di risolvere il loro complesso contenzioso, tra cui quello riguardante la nascita di Mfe, lo scorso novembre.

Fallito l’accordo tombale, il futuro di Mfe rimane nelle mani delle decisioni dei tribunali. Secondo due fonti legali vicine alla vicenda, la normativa olandese impone di completare l’operazione entro marzo, pena la sua nullità.

“Se i tribunali ci danno l’ok ce la facciamo”, ha detto l’amministratore delegato di Mediaset Pier Silvio Berlusconi, rispondendo a una domanda dei giornalisti, al termine dell’assemblea, sulla fiducia dell’azienda rispetto al completamento del piano entro i tempi.

L’incertezza legata al contenzioso con Vivendi e al riassetto europeo ha penalizzato il titolo Mediaset che nel 2019 ha lasciato sul terreno il 5,5% a fronte di un rialzo del 27% dell’indice italiano. Poco prima delle 16 di oggi il titolo Mediaset cede lo 0,26% a 2,64 euro in un mercato leggermente positivo.

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