December 16, 2019 / 2:38 PM / in a month

PUNTO 1-Popolare Bari va salvata, liquidazione da evitare - Bankitalia

(Aggiunge dettagli, background)

di Stefano Bernabei e Valentina Za

ROMA, 16 dicembre (Reuters) - La Banca Popolare di Bari, da venerdì sotto commissariamento, deve essere salvata perché il suo dissesto avrebbe rilevanti ricadute su economia e risparmio locale e una sua liquidazione rischierebbe di innescare una crisi di fiducia in altre piccole banche del territorio.

Lo scrive la Banca d’Italia in un documento che riassume i fatti rilevanti sull’istituto pugliese, oggetto delle ispezioni della vigilanza di via Nazionale sin dal 2010.

Bankitalia ricorda la rilevanza della Popolare di Bari. Ha poco meno di 600.000 clienti e di questi oltre 100.000 sono aziende a cui fa capo il 60% (6 miliardi) degli impieghi.

I depositi ammontano a 8 miliardi e di questi 4,5 miliardi godono della tutela del Fitd, che copre depositi unitari sotto 100.000 euro.

La Popolare, che non ha ancora fatto la trasformazione in Spa, ha circa 70.000 soci, che hanno mediamente 2.500 azioni, il cui valore è sceso a 2,38 euro sul mercato Hi-Mtf prima della recente sospensione.

La banca ha in circolazione obbligazioni senior e subordinate per 300 milioni, in gran parte in mano a privati e clienti al dettaglio. I prestiti subordinati sono 290 milioni e per la gran parte (220 milioni) in mano alla clientela al dettaglio.

Una liquidazione non sarebbe praticabile, dice Bankitalia.

La sola copertura dei 4,5 miliardi di depositi protetti comporterebbe per il Fitd sia l’utilizzo della dotazione da 1,7 miliardi che ha a dicembre 2019 sia l’attivazione di un prestito che ha concordato con alcune banche da 2,75 miliardi e il cui rimborso comporterebbe perdite significative in altri istituti.

L’impatto occupazionale di una chiusura della Popolare di Bari sarebbe pesante, dice Bankitalia ricordando che ha 2.700 dipendenti, “difficilmente assorbibili dalla debole economia locale”, e una crisi dell’istituto “potrebbe inoltre incrinare la fiducia dei depositanti di altre piccole banche locali, innescando un effetto contagio”.

Al pari di altri istituti regionali, anche la Popolare di Bari paga le conseguenze della peggiore recessione del dopoguerra in Italia che, con la crisi di migliaia di imprese, ha fatto crescere la quota di crediti deteriorati nei bilanci delle banche.

L’andamento del rapporto tra sofferenze e totale degli impieghi (Npl ratio) della Popolare di Bari, illustrato in un grafico della Banca d’Italia, è esplicito: al giugno di quest’anno era appena sotto il 23% dal 12,6% del 2011.

CLIMA DIFFICILE

Questa della Popolare di Bari è l’ultima di una serie di crisi bancarie che dal 2015 ha alimentato un dibattito, spesso dai toni accesi, sul ruolo e l’efficacia della vigilanza della Banca d’Italia, dando munizioni al movimento 5 stelle e alla Lega.

“Oggi viviamo in un clima difficile, la situazione economica non è favorevole e si è spesso alla ricerca di illusori capri espiatori”, ha detto oggi il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, parlando all’anteprima di un docufilm RAI di Giorgio Ambrosoli, avvocato milanese e commissario liquidatore della Banca Privata Italiana e delle attività finanziarie del banchiere siciliano Michele Sindona, assassinato nel luglio del 1979.

OPERAZIONE TERCAS

Il documento pubblicato oggi dalla Banca d’Italia è arrivato anche sul tavolo del governo.

“Al Consiglio dei Ministri è arrivata una relazione della Banca d’Italia su tutti i controlli fatti negli ultimi anni sulla Popolare di Bari. Relazione su cui dovremo discutere ampiamente per verificare i controlli fatti e se si poteva fare di più”, scrive su Facebook il ministro degli Esteri e capo del M5s Luigi Di Maio.

La vigilanza di Via Nazionale, si legge nella relazione odierna di Bankitalia, aveva evidenziato già nel 2010 carenze nella governance e nel controllo del rischio di credito presso la Popolare di Bari.

Poi nel giugno del 2014 Bankitalia decide di rimuovere i suoi provvedimenti restrittivi sulla Popolare di Bari, avendone accertato che la banca ha sostanzialmente adottato le misure richieste.

Il mese dopo, luglio 2014, Bankitalia autorizza la Popolare di Bari ad acquisire il controllo di Banca Tercas, il contributo di 330 milioni di euro da parte del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd).

In base al decreto approvato domenica, per sanare la carenza di patrimonio della popolare di Bari, il governo ha predisposto il rafforzamento con 900 milioni della Banca del Mezzogiorno-Mediocredito Centrale (Mcc) che assieme al Fitd dovrebbe rilevare l’istituto in crisi.

In redazione a Milano Cristina Carlevaro

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