November 20, 2019 / 4:41 PM / 18 days ago

Mediaset, accordo con Vivendi difficile, restano nodi - fonti

MILAN, 20 novembre (Reuters) - Mediaset e Vivendi sono ancora su posizioni distanti riguardo i termini di un accordo che possa chiudere l’articolato contenzioso legale che vede coinvolte le società.

Lo dicono quattro fonti vicine alla situazione a due giorni dall’udienza di fronte al tribunale di Milano che ha concesso fino a venerdì per esperire un tentativo di conciliazione tra le parti prima di decidere sulla richiesta di sospensione cautelare dell’operazione di riassetto del gruppo che Vivendi contesta.

Mediaset punta a fondere le attività italiane e spagnole del gruppo in una holding olandese, MediaforEurope, da utilizzare come piattaforma per stringere alleanze con altri broadcaster europei, tra cui la tedesca ProSiebenSat1

Vivendi, secondo principale azionista di Mediaset, si oppone all’operazione, perchè a suo avviso il sistema di governance permetterebbe a Fininvest di blindare il gruppo a danno degli azionisti di minoranza.

Il gruppo francese ha ottenuto la sospensione cautelare dell’operazione in Spagna e si è mossa per ottenere altrettanto in Italia, dove però il tribunale, su richiesta di Mediaset, ha concesso due settimane di tempo per trovare un accordo ed emendare alcuni punti dello statuto contestati da Vivendi.

Il negoziato si è allargato al resto del contenzioso che coinvolge i due gruppi, ai ferri corti dal 2016 quando, dopo il mancato acquisto della pay-tv Premium, Vivendi ha costruito una partecipazione del 29%, che Mediaset considera ostile e in violazione degli accordi.

Secondo quanto riferito la settimana scorsa da alcune fonti, il negoziato si è allargato a un possibile compromesso riguardante i vari fronti legali aperti e un possibile accordo includerebbe una riduzione della partecipazione di Vivendi.

Mediaset, tuttavia, secondo quanto riferito da una fonte vicina alla situazione, ha offerto di riacquistare la quota a 2,77 euro, insieme ad altri investitori, lo stesso prezzo offerto agli azionisti che hanno portato le azioni a recesso.

Un prezzo che per Vivendi comporterebbe una perdita del 25% rispetto al livello cui ha acquistato le azioni nel 2016.

Il gruppo francese, secondo quanto riferito da una fonte vicina alla vicenda, è disponibile ad accettare una perdita a patto che vengano ritirate tutte le cause, inclusa quella che comprende una richiesta di risarcimento danni multi-miliardaria per il mancato acquisto di Premium e la successiva scalata.

Ma Mediaset, d’altra parte, vuole che la rinuncia a far valere i propri diritti venga quantificata in sede negoziale, nel’ambito di un accordo tombale, spiegano due fonti.

Se i punti di attrito non mancano, entrambe le società hanno interesse a chiudere definitvamente la questione per concentrarsi sulle rispettive strategie di business.

“Non è una passeggiata...ma un accordo dell’ultimo minuto resta una possibilita”, dice una fonte. (Elvira Pollina, in redazione a Milano Gianluca Semeraro)

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