November 13, 2019 / 4:38 PM / a month ago

PUNTO 1-Tangenti Algeria, in appello chiesta condanna per Scaroni, Vella, Eni

(Aggiorna con dichiarazioni legale Scaroni al paragrafo 5)

MILANO, 13 novembre (Reuters) - Il sostituto Procuratore generale Massimo Gaballo ha chiesto la condanna a sei anni e 4 mesi per l’ex AD di Eni e oggi presidente del Milan Paolo Scaroni, nell’ambito del processo di appello sulle presunte tangenti pagate da Eni e Saipem per appalti in Algeria.

Nella sua requisitoria, il Pg ha contestualmente chiesto la condanna a 5 anni e 4 mesi per l’ex chief upstream officer di Eni Antonio Vella e il pagamento di 900.000 euro a Eni oltre alla confisca, in solido con Saipem, di 197 milioni (che corrisponderebbe all’importo della presunta tangente).

La Procura generale torna dunque ad avanzare in secondo grado le stesse richieste di condanna della requisitoria del processo di primo grado, conclusosi con l’assoluzione di Eni e dei suoi manager, “perché il fatto non sussiste” e “per non aver commesso il fatto”. Chiesta viceversa la conferma della sentenza di primo grado nella parte relativa alla condanna dell’ex presidente e AD di Saipem Pietro Tali a quattro anni e nove mesi, alla multa di 400.000 euro a Saipem, alla confisca del corrispettivo della tangente e alle condanne di altri soggetti coinvolti.

“Poco comprensibili e contraddittorie le motivazioni della sentenza di primo grado per quanto riguarda l’assoluzione di Scaroni, Eni e Vella”, ha detto il Pg nella sua requisitoria.

L’avvocato Enrico de Castiglione, che assiste l’ex AD di Eni, ha dichiarato che “in questa vicenda Paolo Scaroni è già stato assolto due volte: la prima in udienza preliminare e la seconda in primo grado. Sono fiducioso che la Corte d’Appello possa confermare la sentenza di assoluzione del Tribunale”.

Al centro del processo c’è il presunto pagamento di quasi 198 milioni di euro di tangenti in Algeria per far ottenere a Saipem appalti da 8 miliardi di euro e 41 milioni di euro per far ottenere a Eni l’autorizzazione del ministro dell’Energia algerino ad acquistare la società canadese First Calgary Petroleums, titolare dei diritti per lo sfruttamento di un giacimento algerino di gas, a Menzel, e far estendere la concessione di sfruttamento.

I giudici del tribunale di Milano in primo grado avevano condannato a cinque anni e cinque mesi anche il presunto mediatore delle tangenti, Farid Nourredine Bedjaoui, a quattro anni e nove mesi Pietro Varone, all’epoca dei fatti direttore delle attività operative di Saipem, a quattro anni e un mese Alessandro Bernini, ex-direttore finanziario di Saipem, Samyr Ouraied, fiduciario di Bedjaoui, e Omar Habour, il presunto riciclatore delle mazzette.

Le società hanno sempre respinto le accuse, mentre i legali di tutti gli imputati, nel corso delle arringhe difensive nel giudizio di primo grado, hanno chiesto l’assoluzione per tutti i loro assistiti, ritenendo provata la correttezza e trasparenza dei contratti di consulenza.

Le arringhe difensive a conclusione del processo d’appello si terranno nell’udienza in calendario per mercoledì prossimo. (Emilio Parodi, in redazione a Milano Sabina Suzzi)

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