July 29, 2019 / 1:45 PM / 5 months ago

Usa-Cina, colloqui commercio si spostano a Shanghai, pessimismo su accordo

PECHINO/WASHINGTON, 29 luglio (Reuters) - Le trattative commerciali tra Stati Uniti e Cina si spostano a Shanghai questa settimana per il primo incontro faccia a faccia dopo la tregua stretta il mese scorso durante il G20 di Osaka, un cambio di scenario per i due schieramenti che faticano a risolvere le loro profonde differenze su come porre fine alla guerra dei dazi che dura da un anno a questa parte.

Le speranze di progressi durante i due giorni di negoziati a Shanghai sono basse, quindi funzionari e imprese si augurano che Washington e Pechino possano almeno dettagliare impegni per gesti di “buona volontà” e aprire la strada per le future trattative.

Questi gesti includono l’acquisto di commodities agricole statunitensi da parte della Cina e il consenso da parte degli Stati Uniti per consentire alle società statunitensi di riprendere in parte le vendite al gigante tech cinese Huawei Technologies.

Il Presidente Donald Trump ha detto venerdì che pensa che la Cina potrebbe non voler siglare un accordo commerciale prima delle elezioni del 2020, nella speranza di poter negoziare dei termini più favorevoli con un altro presidente degli Stati Uniti in carica.

“Penso che la Cina probabilmente dirà ‘aspettiamo’”, ha detto Trump ai giornalisti alla Casa Bianca. “Aspettiamo e vediamo se una di queste persone che potrebbero svendere gli Stati Uniti, vediamo se una di loro vincerà le elezioni”.

Da oltre un anno, le due maggiori potenze economiche al mondo hanno imposto dazi del valore di miliardi di dollari sui reciproci beni di importazione, danneggiando le catene di fornitura a livello mondiale e facendo tremare i mercati finanziari nella loro disputa sul “capitalismo statale” cinese e sui metodi usati nelle attività commerciali dal governo asiatico.

Trump e il Presidente Xi Jinping hanno stretto un accordo al summit del G20 summit di Osaka, in Giappone, per riprendere le trattative commerciali, che si erano arenate a maggio dopo che Washington aveva accusato Pechino di non aver rispettato buona parte dei termini del progetto d’accordo — una crisi nei negoziati che ha portato a un drastico aumento nelle imposte statunitensi su beni di importazione cinese del valore di 200 miliardi di dollari.

Trump ha detto dopo il meeting di Osaka che non avrebbe imposto nuovi dazi su beni di importazione cinese per 300 miliardi di dollari e che avrebbe allentato alcune restrizioni adottate dagli Stati Uniti su Huawei in cambio dell’acquisto di prodotti agricoli statunitensi da parte della Cina.

Da allora, la Cina ha indicato la volontà di consentire l’acquisto di prodotti agricoli statunitensi da parte di società cinesi, senza l’imposizione di dazi. Washington ha incoraggiato società statunitensi a chiedere deroghe al bando imposto dal Dipartimento del Commercio sulle vendite a Huawei, aggiungendo che avrebbero processato le richieste nel giro di poche settimane.

Tuttavia, con l’approssimarsi delle trattative nessuna delle due parti ha implementato le misure che avrebbero dovuto mostrare la loro buona volontà. Ciò non promette bene per la possibilità di risolvere le questioni chiave nella disputa commerciale, come le obiezioni statunitensi agli aiuti statali cinesi, i trasferimenti tecnologici forzati e le violazioni di proprietà intellettuale.

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