July 9, 2019 / 10:36 AM / 5 months ago

PUNTO 1-UniCredit studia separazione asset esteri da Italia - fonti

(Aggiunge fonti e dettagli)

MILANO, 9 luglio (Reuters) - UniCredit sta cercando un adviser per rivedere la struttura societaria in modo da rafforzare il profilo europeo della banca, migliorare le condizioni di funding, separando le attività estere da quelle italiane.

Lo hanno riferito due fonti vicine alla situazione, confermando quanto riportato oggi dai quotidiani Il Sole 24 Ore e Il Messaggero.

In maggio UniCredit ha annunciato alcune misure finanziarie in vista del nuovo business plan al 2023 che sarà annunciato a dicembre.

Mettendo gli asset esteri sotto una holding non italiana, UniCredit può finanziarla in modo indipendente e trarre vantaggio dalla regolamentazione europea che le consente un trattamento separato in caso di crisi.

Il Sole e Il Messaggero scrivono che UniCredit punta a creare una sub-holding con gli asset esteri, in particolare quelli tedeschi, austriaci, dell’Est Europa e della Turchia. Questa sub-holding sarebbe controllata da una holding italiana che sarebbe finanziata in modo indipendente, aggiungono i quotidiani.

Separando gli asset esteri dalla divisione bancaria italiana, alle prese con il problema dei crediti deteriorati, un’economia che fatica a crescere e l’instabilità politica, UniCredit potrebbe ridimensionare la propria identità italiana e finanziarsi a costi più bassi, secondo le fonti.

Secondo un analista bancario l’istituto potrebbe muoversi verso lo schema del cosiddetto ‘multiple point of entry’ (Mpe), modello previsto dal Single Resolution Mechanism dell’Unione Europea nella gestione delle crisi bancarie.

Il modello Mpe consente ai differenti regolatori di gestire le singole controllate di un gruppo bancario. Il sistema ritiene che questo approccio sia più adatto “per le banche che hanno controllate che operano e sono finanziate in modo indipendente”.

UniCredit, sotto pressione per aumentare i ricavi dopo essersi focalizzata sul taglio dei costi negli ultimi anni, sta lavorando al nuovo business plan che presenterà a fine anno.

I costi del funding per le banche italiane sono aumentati a causa dell’allargamento dello spread tra Btp e Bund, che ha eroso il valore dei governativi in portafoglio.

Nell’ambito degli sforzi per migliorare la propria solidità finanziaria, UniCredit ha raccolto 1,1 miliardi di euro circa dalla vendita del residuo 18,3% di FinecoBank, annunciata ieri.

Alle 12,20 il titolo scambia in calo dello 0,30%, leggermente meglio delle banche italiane che cedono nel complesso lo 0,90%.

(Gianluca Semeraro, Valentina Za)

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