June 6, 2019 / 1:32 PM / 6 months ago

BREAKINGVIEWS-Lo stallo di Fiat-Renault è opportunità per Peugeot

(L’autore è un editorialista di Breakingviews. Le opinioni qui espresse sono le sue)

di Liam Ward-Proud

LONDRA, 6 giugno (Reuters) - L’amministratore delegato di Peugeot Carlos Tavares potrebbe essere il vero vincitore dopo il fallimento dei colloqui per una fusione tra le rivali Fiat Chrysler, e Renault. Un accordo alternativo tra la casa automobilistica italo-americana e il gruppo di Tavares, che vale 19 miliardi di euro, presenterebbe qualche vantaggio in più rispetto alla combinazione con Renault.

Il presidente e azionista di controllo di Fiat John Elkann ha ritirato ieri notte la sua proposta di fusione alla pari dopo la seconda, e infruttuosa, riunione del cda in due giorni.

Fiat ha tratto la conclusione che “le condizioni politiche in Francia” rendevano il merger impraticabile. Lo Stato francese possiede il 15% Renault, che vale di 15 miliardi di euro.

Una unione tra Fiat e Peugeot potrebbe essere più facile da negoziare. Certo, anche il gruppo di Tavares è partecipato dalla Francia, che al pari della famiglia fondatrice Peugeot e il partner cinese Dongfeng Motor Group, ha una quota del 12% e il diritto di proporre due membri del consiglio di amministrazione.

Eppure quelle azioni avevano solo il 10% dei diritti di voto alla fine del 2018, rispetto al 29% in Renault. E le quote di voto del 20% della famiglia Peugeot e di Dongfeng diluiscono l’influenza del governo.

Il governo è stato storicamente meno invadente in Peugeot che in Renault dove nel 2015, con un raid notturno, ha ottenuto il doppio diritto di voto.

Fondamentalmente, le maggiori dimensioni di Peugeot e i suoi 9,3 miliardi di euro di cash — secondo stime di consenso di Refinitiv per la fine del 2019 — renderebbero probabilmente l’operazione più pulita rispetto a una fusione tra pari come quella tra Renault e Fiat.

Secondo un calcolo di Breakingviews, supponendo che Tavares offra un premio del 20% rispetto al prezzo delle azioni Fiat prima dell’offerta Renault, potrebbe pagare in contanti il 65% dei 21,3 miliardi di patrimonio netto e mantenere al minimo il debito netto del gruppo post-fusione.

Gli azionisti di Peugeot avrebbero il 71% del nuovo gruppo.

La quota di Elkann scenderebbe all’8%, sotto l’ipotetico 9% della famiglia Peugeot, dello stato francese e di Dongfeng. Ma il presidente di Fiat potrebbe non considerare questa minore influenza un problema, dato che lui assieme agli altri due maggiori azionisti potrebbero superare Parigi.

Inoltre, la sua holding otterrebbe un pagamento in contanti di 4,1 miliardi e una più facile uscita parziale dall’industria automobilistica in difficoltà. Il che potrebbe sembrare più allettante del restare bloccati per il prossimo futuro in un difficile matrimonio alla pari con il governo francese.

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