August 28, 2018 / 10:24 AM / 4 months ago

PUNTO 1-Italia, fiducia imprese e consumatori giù, aumenta incertezza

 (aggiunge dettagli, commento)
    di Elvira Pollina e Giuseppe Fonte
    MILANO/ROMA, 28 agosto (Reuters) - Ad agosto è peggiorata la
fiducia dei consumatori e delle imprese italiane, in un contesto
di crescente incertezza cui contribuiscono le incognite sulla
prossima legge di Bilancio e le tensioni sul commercio
internazionale. 
    Secondo i dati diffusi stamane da Istat, l'indice di fiducia
delle imprese è sceso a 103,8 da 105,3 di luglio. Il
deterioramente è diffuso in tutti i settori, fatta eccezione per
il commercio al dettaglio.
    In particolare, si è rivelato superiore alle attese il calo
della fiducia delle imprese manifatturiere: l'indice è infatti
sceso a 104,8 da 106,7 di luglio, mentre la mediana delle stime
suggeriva un discesa a 106,2. Quello di agosto è il dato
peggiore da dicembre 2016.
    L'affievolimento della fiducia del settore manifatturiero,
il più votato all'export, spiega Paolo Pizzoli, economista Ing,
"non è sorprendente, alla luce dell'accentuazione dei timori di
una guerra commerciale", dopo le misure protezioniste introdotte
dagli Usa sulle merci cinesi, cui Pechino ha prontamente
risposto. 
    Emergerebbero, dunque, i primi effetti indiretti
dell'inasprimento dei rapporti commerciali tra due Paesi che
sono partner dell'Italia, ma non è da sottovalutare, sottolinea
Pizzoli, l'incertezza che circonda il quadro di finanza pubblica
su cui si baserà la legge di Bilancio, banco di prova per il
governo M5S-Lega. 
    Se il ministro dell'Economia Giovanni Tria continua a
predicare prudenza, i due partiti di governo premono per
realizzare le costose misure promesse in campagna elettorale
(reddito di cittadinanza e flat tax su tutte), senza escludere
la possibilità di sforare il tetto del 3% nel rapporto
deficit/Pil.
    Tria nelle scorse settimane ha anticipato al Sole 24 Ore che
la stima di crescita per quest'anno sarà tagliata 1,2% da 1,5%,
mentre per l'anno prossimo si prevede un ulteriore rallentamento
a 1,1-1%.
    "Sulla legge di Bilancio si naviga sostanzialmente al buio,
il pericolo è che le imprese possano tirare i remi in barca
sugli investimenti, con un impatto negativo sul Pil, anche
perchè c'è il rischio possa aprirsi uno scontro aperto con
l'Unione europea", sottolinea Pizzoli.
    La fiducia delle imprese attive nel settore servizi, che
tipicamente riflette lo stato della domanda interna, è sceso a
104,7 da 105,9 di luglio. 
    D'altronde, sul fronte dei consumi, non arrivano segnali
particolarmente incoraggianti: l'indice di fiducia dei
consumatori è sceso a 115,2 da 116,2, sotto le attese per una
flessione a 115,9, restando comunque non distante dai massimi da
inizio 2016 segnati in aprile. 
    Emerge, in particolare, un deciso peggioramento delle
aspettative sulla disoccupazione (+24,4 da +12,9 di luglio).
    Secondo Pizzoli, quest'ultimo è un elemento "da tenere
d'occhio, perchè uno dei motori della ripresa è stato il
recupero, pur limitato, dei consumi delle famiglie,
parallelamente all'aumento dell'occupazione".
    
     
    
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