July 3, 2018 / 2:58 PM / 5 months ago

Decreto Dignità interrompe la luna di miele tra Di Maio e imprese

ROMA, 3 luglio (Reuters) - Dopo gli applausi strappati con i suoi interventi alle assemblee annuali delle associazioni di impresa, il ministro M5s del Lavoro e dello Sviluppo, Luigi Di Maio, scontenta tutti con il decreto dignità.

Il primo provvedimento in materia di lavoro del governo Lega-M5s delude da Confindustria agli artigiani, che lamentano un irrigidimento delle regole che, dicono, non porterà occupazione.

Per Confindustria, il decreto - che taglia a 24 mesi la durata massima dei contratti a termine con un aumento dei contributi che cresce a ogni rinnovo - “è un segnale negativo per le imprese...rende più incerto e imprevedibile il quadro delle regole”.

Viale dell’Astronomia, che aveva apprezzato il Jobs act di Matteo Renzi, parla di “corsa elettorale” da parte del governo e contesta anche il timing dell’intervento. “Mentre i dati Istat raccontano un mercato del lavoro in crescita, il Governo innesta la retromarcia rispetto ad alcune innovazioni che hanno contribuito a quella crescita”.

Secondo Istat, in maggio, gli occupati permanenti e temporanei sono cresciuti in parallelo ad una discesa degli inattivi e contestuale calo del tasso di disoccupazione sotto l’11%, al minimo da agosto 2012.

Inoltre, secondo le grandi imprese, l’incidenza dei contratti a termine sul totale degli occupati è, in Italia, in linea con la media europea: “Il risultato sarà di avere meno lavoro, non meno precarietà”.

Bocciate anche le norme sulle delocalizzazioni, che tagliano gli incentivi a chi sposta le proprie attività fuori dall’Italia, perché danneggiano le aziende della seconda potenza manifatturiera d’Europa, dopo la Germania.

“Il primo atto del Governo ha profondamente deluso le aspettative di artigiani e piccole imprese”, dice la Cna che prevede un aumento dei contenziosi per la reintroduzione delle causali per i rinnovi dei contratti a termine.

Di una “grave marcia indietro e ... inutile e dannosa rigidità” parla Confcommercio-Imprese per l’Italia.

Mentre per il Fipe - Federazione Italiana Pubblici Esercizi, il provvedimento riduce la “flessibilità di cui le imprese hanno bisogno”.

Anche la Cia-Agricoltori italiani invoca la flessibilità e chiede, come proposto dal ministro leghista dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio, la reintroduzione dei voucher e dei pagamenti in contanti.

Di Maio replica che le aziende che agiscono correttamente non hanno nulla da temere ma al momento la sintonia è rotta.

Il testo, che vede freddi i leghisti tanto che il vice premier Matteo Salvini non era presente al Cdm, passa adesso al vaglio del Parlamento.

Alla domanda su una eventuale fiducia in caso di iter contrastato, il premier Giuseppe Conte ha risposto: “Rispettiamo la centralità del Parlamento, sicuramente non intendiamo comprimere”.

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