July 3, 2018 / 11:48 AM / 4 months ago

Tria: niente patrimoniale, obiettivi medio termine dovranno slittare

ROMA, 3 luglio (Reuters) - Non è intenzione del governo adottare un’imposta patrimoniale mentre gli obiettivi di medio termine sull’indebitamento netto dovranno slittare “perché non è il momento di fare manovre troppo restrittive”.

Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, confermando che l’Italia punta a negoziare con l’Europa un livello di deficit superiore allo 0,8% del Pil in termini tendenziali previsto per il 2019 dal Documento di economia e finanza (Def).

“Superare certi tetti ci espone ad attacchi speculativi e questo non lo possiamo consentire. Manovre restrittive troppo forti danneggiano il ciclo economico, dobbiamo stare in una posizione mediana”, ha detto Tria in un riferimento indiretto al tetto europeo del 3% nel rapporto deficit/pil.

Parlando durante un’audizione in Parlamento, il ministro ha voluto fornire rassicurazioni sulla tenuta del bilancio. “Atti di governo che mettano in dubbio la traiettoria di consolidamento fiscale fino a prova contraria non ce ne sono stati e su questo c’è unità nel governo”, ha detto.

“La riduzione del debito pubblico è essenziale per mantenere e rafforzare la fiducia degli investitori nell’economia italiana”.

Uno dei caposaldi su cui il governo di Giuseppe Conte ha ottenuto la fiducia del Parlamento è la flat tax. Il contratto di governo fra Lega e M5s prevede un sistema con due aliquote fisse al 15% e al 20% per persone fisiche, partite Iva, imprese e famiglie”, del costo di decine di miliardi.

“Non è in discussione l’obiettivo della flat tax ma come ci si arriva: l’idea è che bisogna partire oggi ma il programma di governo è di legislatura”, ha spiegato il ministro, per il quale a livello fiscale va data priorità ai “redditi minori e medi”.

L’Italia, ha infine precisato Tria, è pronta a opporre il veto in Europa contro la proposta franco-tedesca di istituire clausole unitarie di azione collettiva che favorirebbero eventuali ristrutturazioni del debito.

“La nostra posizione è stata quella di porre il veto all’adozione di alcune clausole che avrebbero danneggiato l’Italia provocando instabilità sul mercato, sul rating delle banche. Abbiamo chiarito a Germania e Francia che su questo l’Italia era decisa ad andare al veto”, ha detto.

(Giuseppe Fonte)

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