June 27, 2018 / 7:04 AM / in 24 days

Ilva, ingresso Mittal rinviato a settembre, non serve nuovo prestito - Di Maio

ROMA, 27 giugno (Reuters) - L’ingresso del gigante mondiale della siderurgia ArcelorMittal negli impianti di Ilva, previsto per il primo luglio, è stato rimandato a metà settembre, in attesa che il governo decida se e come intende riconvertire lo stabilimento di Taranto.

La decisione è stata annunciata ieri sera dal ministro dello Sviluppo Economico Luigi De Maio, il quale ha specificato anche che il rinvio “non avrà costi per lo Stato”, escludendo dunque di fatto la necessità di un prestito per Ilva, che secondo fonti interne perde 25-30 milioni al mese.

ArcelorMittal, a capo del consorzio Am Invest Co Italy - di cui entreranno a far parte anche Cassa Depositi e Prestiti e la banca Intesa Sanpaolo, rilevando in parte la quota attualmente detenuta dal Gruppo Marcegaglia - non ha voluto commentare la notizia.

“I commissari si sono avvalsi di un diritto contrattuale ed esteso il termine allo scopo di favorire un dialogo costruttivo tra governo e le parti e per permettere al governo di fare le sue valutazioni”, ha detto una fonte di Ilva.

Il contratto di governo M5s-Lega prevede per Ilva l’abbattimento totale delle emissioni inquinanti prodotte dall’impianto di Taranto, che impiega oggi circa 10.800 persone e produce in media 12.000 tonnellate al giorno di ghisa.

Ufficialmente il governo non parla di chiusura dell’azienda, ma di una sua “riconversione”, senza però fornire dettagli.

Di Maio, dopo aver incontrato le parti interessate - compresi i sindacati, le istituzioni locali e le associazioni ambientaliste - ha detto che sta studiando il dossier.

“Sui costi è stata fatta un’analisi molto attenta e con sforzo titanico di contenimento delle spese, prendendo un tempo anche superiore, è stato stabilito un temine massimo compatibile con le disponibilità finanziarie dell’azienda”, ha aggiunto la fonte di Ilva.

Una fonte vicina alla situazione dice che “i soldi sono sufficienti fino a settembre”.

“Hanno fatto risparmi e hanno reperito un poco di risorse straordinarie con strumenti industriali”, ha aggiunto la stessa fonte secondo la quale fino a metà settembre l’azienda non diminuirà comunque la produzione.

La decisione di rinviare l’ingresso di ArcelorMittal - che per i primi due anni gestirà gli impianti Ilva in affitto - riapre la possibilità di un’intesa tra la multinazionale franco-indiana e i sindacati sui livelli occupazionali.

Arcelor prevede di conservare 10.000 degli attuali 14.000 posti di lavoro. Altri 2.500 lavoratori verrebbero assorbiti dall’amministrazione straordinaria della “vecchia” Ilva almeno fino al 2023, per lavori di bonifica ambientale. I sindacati vorrebbero invece garanzie per tutti.

La Fim Cisl ha definito la decisione del governo “una vergogna” perché rinvia la messa in sicurezza dello stabilimento di Taranto, dopo una serie di incidenti anche mortali. Per la Fiom invece ora serve che ArcelorMittal “cambi in maniera significativa le posizioni fin qui tenute ai tavoli negoziali sui nodi di merito”.

(Massimiliano Di Giorgio)

Per una panoramica su mercati e notizie in lingua italiana con quotazioni, grafici e dati, gli abbonati Eikon possono digitare nel Search Box di Eikon la parola “Pagina Italia” o “Panorama Italia” Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below