June 18, 2018 / 5:48 PM / a month ago

Def, Lega e M5s: rivedere target deficit 2019-2021 - bozza

* Lega e M5s vogliono chiedere alla Ue nuovi margini su deficit

* Bozza risoluzione conferma impegno a evitare aumenti Iva

* Conte deve presentare nuovi target “in tempi brevi”

* Possibile rinvio pareggio bilancio al 2021 - fonti

di Giuseppe Fonte

ROMA, 18 giugno (Reuters) - In vista di domani, quando Camera e Senato torneranno a esaminare il Def, Lega e M5s lavorano a una risoluzione in cui chiedono al governo di “riconsiderare in tempi brevi il quadro di finanza pubblica nel rispetto degli impegni europei per quanto riguarda i saldi di bilancio 2019-2021”.

È quanto si legge in una bozza del testo che, spiegano due fonti politiche, va intesa come un riferimento alla necessità di negoziare con la Commissione europea nuovi margini di flessibilità.

Non è escluso che alla fine sia inserito anche un più esplicito riferimento al rinvio di un anno del pareggio di bilancio, dall’attuale 2020 al 2021, riferiscono le fonti.

I governi a guida Pd, durante la scorsa legislatura, hanno di anno in anno rinviato l’obiettivo di un saldo zero o positivo in termini strutturali, cioè al netto del ciclo e delle una tantum.

“È in fase di trattativa tutti gli anni la prosecuzione dell’abbattimento del deficit e ogni anno il pareggio viene spostato”, ha detto questa mattina il vice ministro dell’Economia, Massimo Garavaglia.

Il contratto di governo tra Lega e M5s prevede che le misure di politica economica saranno finanziate con “un appropriato e limitato ricorso al deficit”.

Nel Documento di economia e finanza - varato a fine aprile dal precedente esecutivo con il solo quadro tendenziale - l’indebitamento netto tendenziale è confermato nel 2018 all’1,6% del Pil ed è visto scendere allo 0,8% nel 2019 dal 2,3% del 2017, sul quale hanno pesato circa 6,3 miliardi di oneri legati al salvataggio di Mps, Veneto banca e popolare di Vicenza.

La risoluzione di maggioranza, che dovrà essere approvata dai due rami del Parlamento, impegna il governo “a presentare al Consiglio europeo e alla Commissione europea il Programma di stabilità e il Programma nazionale di riforma e ad assumere tutte le iniziative per favorire il disinnesco della clausole di salvaguardia”, si legge nella bozza vista da Reuters.

Evitare gli aumenti di Iva e accise in programma da gennaio richiede oltre 30 miliardi nel biennio 2019-2020.

Il governo dovrà inoltre “individuare gli interventi prioritari necessari per dare attuazione alle linee programmatiche indicate dal presidente del Consiglio dei ministri nelle sue comunicazioni alle Camere e su cui ha ottenuto la fiducia, sottoponendo tempestivamente tali nuovi indirizzi all’approvazione parlamentare e presentando quindi al Consiglio europeo e alla Commissione europea un aggiornamento del Programma di stabilità e del Programma nazionale di riforma”.

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