April 18, 2018 / 1:30 PM / 3 months ago

Italia, priorità calo debito con taglio spesa primaria corrente - Fmi

MILANO, 18 aprile (Reuters) - L’Italia dovrebbe avere come “priorità” l’avvio di “un consolidamento di bilancio credibile e ambizioso, basato sul taglio della spesa primaria corrente”, per ridurre in maniera consistente il debito pubblico.

E’ quanto suggerisce il Fondo monetario internazionale nel ‘Fiscal Monitor’, il documento con cui l’organismo di Washington fa il punto sullo stato delle finanze pubbliche delle principali economie mondiali.

Tale processo di contenimento della spesa primaria corrente, prosegue il Fondo, dovrebbe essere accompagnato da “misure di supporto alle fasce più deboli, dall’aumento della spesa per investimenti, dall’abbassamento delle aliquote fiscali sui fattori produttivi, dallo spostamento del carico fiscale verso la ricchezza, la proprietà e il consumo, oltre che da un allargamento della base fiscale”.

In particolare, essendo l’Italia — come Germania e Giappone — un’economia avanzata alle prese con un trend di invecchiamento della popolazione, “la spesa pubblica dovrebbe puntare a espandere la forza lavoro, aumentare l’accesso alla formazione professionale e incrementare il tasso di partecipazione della componente femminile”, per esempio tramite maggiori erogazioni per l’assistenza a bambini e anziani, scrivono gli esperti Fmi.

Stando alle stime del Fondo che, in attesa di un nuovo governo, si basano sulla nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza pubblica di settembre, quest’anno il debito dovrebbe scendere a 129,7% del Pil, poi a 127,5% nel 2019.

Per quanto riguarda il deficit/Pil, il Fondo ritiene possa scendere a 1,6% quest’anno e 0,9% il prossimo, arrivando al pareggio di bilancio nel 2021.

L’Italia ha archiviato il 2017 con un rapporto deficit/Pil pari a 2,3% e un debito/Pil 131,8%, secondo l’ultima lettura Istat che tiene conto dell’impatto del salvataggio delle banche venete e del Monte dei Paschi, mentre nelle tabelle del Fondo sono inserite ancora le stime Istat precedenti (1,9% e 131,5%).

Infine secondo il Fondo se la clausola di salvaguardia sull’aumento dell’Iva sarà cancellata, come programmato dall’ultimo governo ancora in carica per gli affari correnti, la politica di bilancio — in assenza di altre misure — resterebbe “ampiamente neutra” quest’anno.

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