February 7, 2018 / 5:07 PM / 5 months ago

Eni, al via analisi materiale sequestrato in perquisizione inchiesta presunto depistaggio

MILANO, 7 febbraio (Reuters) - Gli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano hanno avviato oggi l’analisi del materiale sequestrato durante le perquisizioni di ieri, a Roma e a Milano, a carico dell’ex responsabile degli affari legali di Eni Massimo Mantovani, nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Milano su presunti tentativi di depistaggio del procedimento in corso sulle ipotesi di tangenti del gruppo petrolifero in Nigeria e Algeria.

Lo hanno riferito fonti a conoscenza del dossier, aggiungendo che fra il materiale figurano anche pc e telefoni.

Mantovani, attualmente Chief Gas & Lng Marketing and Power Officer di Eni, è fra gli indagati dell’inchiesta con le ipotesi di reato di associazione a delinquere, false dichiarazioni al pm e calunnia, avviate a Milano dopo che una serie di esposti presentati alla procura di Siracusa su un presunto complotto, fra l’altro in relazione anche alla vicenda nigeriana, ai danni dell’AD di Eni Claudio Descalzi, sono risultati essere falsi e le persone accusate negli esposti (l’ex AD di Saipem Umberto Vergine e i consiglieri indipendenti Eni Luigi Zingalse e Karina Litvak) sono state prosciolte.

Non è stato possibile al momento ottenere un commento da parte del legale di Mantovani. Eni ieri, in una nota in cui confermava la perquisizione, ha dichiarato di confidare “nella correttezza dell’operato del proprio management nell’ambito della vicenda e avvierà come in ogni altra circostanza analoga le opportune verifiche interne. Eni, non indagata, auspica che si faccia quanto prima chiarezza sui fatti oggetto di indagine”.

UN INDAGATO IN COMUNE CON ROMA E MESSINA

Fra le persone al centro dell’inchiesta milanese sul persunto depistaggio c’è l’avvocato siracusano Piero Amara, che aveva lavorato in passato da esterno anche per Eni. Amara, che all’epoca dell’emersione dell’inchiesta milanese, contattato da Reuters, aveva preferito non fare dichiarazioni, è fra gli arrestati delle inchieste condotte dalla procura di Roma e da quella di Messina su una presunta associazione a delinquere finalizzata a “pilotare” processi e indagini in cambio di denaro, a ottenere informazioni riservate su procedimenti in corso, ad avere decisioni favorevoli nel settore amministrativo e a ottenere appalti.

Ieri nell’ambito di queste inchieste collegate, la Guardia di Finanza di Roma e Messina ha eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere (una quarta non è stata eseguita perché il destinario si trova all’estero) e undici arresti domiciliari.

Fra gli indagati che secondo le due procure avrebbero fatto parte dell’associazione a delinquere, secondo quanto si evince dall’ordinanza di custodia che Reuters ha potuto leggere, figurano avvocati, imprenditori, un presidente di sezione del Consiglio di Stato (ora in pensione), un ex pm della procura di Siracusa (poi trasferito a Napoli), altri giudici amministrativi e contabili, un giornalista, politici locali.

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