January 25, 2018 / 2:34 PM / 6 months ago

Flat tax, preoccupato da effetti a breve, aumento consumi non da subito - Deaglio

MILANO, 25 gennaio (Reuters) - Più che gli effetti di lungo termine dell’eventuale introduzione della flat tax, cavallo di battaglia del centro-destra, preoccupano le conseguenze di breve.

E’ dirlo è l’economista Mario Deaglio, curatore del rapporto sull’economia globale e Italia promosso da Centro Einaudi e Ubi Banca, nel corso della presentazione della XXII edizione.

Nel programma elettorale del centro destra in vista delle elezioni del 4 marzo viene proposta una flat tax che dovrebbe creare un effetto virtuoso sui consumi.

“Non è detto che avere a disposizione più soldi porti a un incremento immediato dei consumi. Ci sarebbe comunque un intervallo temporale ed è questo che mi preoccupa”, ha detto Deaglio, considerata la necessità dell’Italia di finanziare un maggior debito portato da minori entrate.

A fronte di emissioni che l’economista calcola in un miliardo al giorno in media - e che potrebbero non riscuotere l’interesse degli investitori - Deaglio propone che l’Italia si svincoli dalla necessità di finanziarsi sul mercato con un prestito concesso dal Fmi e garantito dalle riserve auree del paese, valutate 150-200 miliardi.

Idea già rilanciata più volte dall’economista ma che finora non è stata raccolta.

Quanto al rapporto, a fronte di un quadro mondiale caratterizzato da una serie crescente di squilibri, in Italia ci sono degli elementi positivi. La crescita del Pil ha compensato quella del debito e nel 2017 abbiamo collezionato tre record rispetto all’export: il miglior saldo attivo della bilancia commerciale di sempre, il dimezzamento del deficit commerciale con la Germania e il +10,7% dell’export agroalimentare.

L’occupazione nel frattempo è aumentata con la creazione di un milione di posti negli ultimi tre anni “non di quelli che avremmo preferito”, ha detto Deaglio riferendosi ai contratti a tempo determinato. La minore stabilità dell’impiego, ha aggiunto, richiede salvaguardie per garantire la stabilità di fondo dei redditi da lavoro. “Il reddito di cittadinanza ha molte controindicazioni, ma...”.

Per risolvere il problema della disoccupazione, servirebbe che il Pil crescesse del 2-2,5% per 10 anni “con la creazione di 200-300.000 posti l’anno”, ha detto Deaglio.

Punto di svolta per la crescita, secondo il rapporto, è l’ammodernamento delle infrastrutture. L’Italia ha accumulato un gap di spesa in questo settore attorno ai 20 miliardi l’anno. Il recupero di metà di questa cifra potrebbe portare la crescita al 2,4% anno.

Infine, sulla soglia di dolore dell’industria italiana rispetto alla forza dell’euro, “l’industria è mossa, ma sopra 1,30 diventa brutta per tutti”.

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