January 17, 2018 / 3:49 PM / a year ago

Banche italiane incontrano Nouy, per Intesa prioritario accelerare calo Npl

di Stefano Bernabei

ROMA, 17 gennaio (Reuters) - I maggiori istituti di credito italiani incontrano oggi pomeriggio nella sede della Banca d’Italia il capo della vigilanza della Banca centrale europea Danièle Nouy mentre aumentano i segnali per una accelerazione nella cessione dei crediti deteriorati.

Domani la Commissione europea pubblicherà il documento sullo stato delle sofferenze delle banche dell’area che verrà discusso dai ministri finanziari prima della fine del mese. Proposte legislative della Commissione non arriveranno prima di marzo.

Un maggiore impegno a smaltire i crediti dubbi potrebbe essere la chiave per cercare l’intesa su un comune fondo di garanzia europeo per i depositi.

La Nouy si è attirata forti critiche delle banche e del regolatore italiano, sostenute da pareri di Parlamento e Consiglio europeo, per aver proposto norme più severe in tema di gestione dei crediti deteriorati che potrebbero comportare ulteriori aumenti di capitale.

Ma non è chiaro quanto la controffensiva abbia modificato la rotta della vigilanza europea se uno dei big nazionali del credito, Intesa SanPaolo ha deciso a sorpresa settimana scorsa di cambiare strategia per velocizzare la rimozione del fardello dei crediti deteriorati.

Alcuni analisti hanno visto nella decisione di Intesa di cedere la piattaforma di servicing dei crediti deteriorati e pacchetti di Npl una mossa per anticipare la pressione del regolatore su target di riduzione dei non performing loans.

A poche ore dall’incontro in via Nazionale, l’AD di Intesa Carlo Messina, ha detto di ritenere prioritario accelerare la riduzione dello stock di crediti deteriorati.

“E’ una delle priorità indiscutibili per chiunque si trovi ad operare nel contesto del mercato bancario italiano. Poi ognuno fa le sue valutazioni su gradualità e tempistica”, ha detto l’AD di Intesa a margine del comitato esecutivo Abi.

Le sofferenze nette delle banche italiane, secondo i dati Abi aggiornati a novembre 2017, sono scese a 66,3 miliardi, pari al 3,74% degli impieghi totali. Dal picco raggiunto a novembre 2015 il calo è stato di oltre 22,5 miliardi.

Ieri il vice dg dell’Abi Gianfranco Torriero ha detto di aspettarsi una “ulteriore diminuzione, sia per gli annunci delle varie operazioni di cessione e la maggiore focalizzazione nella gestione interna sia per il fatto che c’è un forte rallentamento delle nuove entrate nei crediti deteriorati”.

La previsione dell’associazione bancaria è che al 2019 le sofferenze nette saranno scese a 42,5 miliardi.

La Bce ha proposto che le banche in Europa procedano alla copertura integrale dei crediti deteriorati, entro due anni per quelli non garantiti ed entro sette anni per i garantiti.

Inizialmente questa misura, in consultazione fino all’8 dicembre scorso, doveva essere in vigore da inizio anno, ma la forte contestazione italiana, fatta propria da Parlamento e Commissione europea, ha prodotto per ora uno slittamento dell’entrata in vigore e una condivisione di Bce sui rilievi della Ue.

Le banche vogliono essere certe che le nuove regole riguardino solo i nuovi crediti che vanno in sofferenza e non lo stock pregresso e che queste nuove misure siano applicate caso per caso e non come una nuova regola generale.

Prima di Natale ha parlato di questo Ignazio Angeloni, rassicurando. La Bce applicherà i nuovi criteri di vigilanza sui crediti deteriorati tarandoli su ogni singola banca e ne imporrà il rispetto solo dopo una attenta analisi delle caratteristiche del singolo istituto, ha detto a Roma il rappresentante della vigilanza di Francoforte parlando alla Commissione parlamentare sulle crisi bancarie.

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