January 8, 2018 / 2:18 PM / 6 months ago

PUNTO 1-Appello bis elicotteri AgustaWestland, assolti ex AD Orsi e Spagnolini

(aggiorna con dettagli, dichiarazioni, contesto)

di Emilio Parodi

MILANO, 8 gennaio (Reuters) - La terza sezione della Corte d’Appello di Milano ha assolto gli ex AD di Finmeccanica e di AgustaWestland Giuseppe Orsi e Bruno Spagnolini, al termine del secondo processo d’appello sulle presunte tangenti pagate dall’azienda produttrice di velivoli per l’appalto da 560 milioni di euro per 12 elicotteri all’India nel 2010.

Orsi e Spagnolini sono stati assolti dai reati loro ascritti, cioè corruzione internazionale e false fatture, perché “non c’è prova sufficiente che i fatti sussistano”, recita la sentenza letta in aula.

ANCORA INDAGINI IN INDIA E L’ARBITRATO INTERNAZIONALE

L’assoluzione si inserisce ora in un quadro che vede ancora in corso in India una inchiesta penale per gli stessi fatti che vede indagati l’ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica indiana Sashi Tiagy (ritenuto dall’accusa il presunto corrotto), i due imputati assolti oggi, oltre agli altri protagonisti dell’inchiesta italiana conclusa dalla procura di Busto Arsizio nel 2013. Del quadro fa anche parte la vicenda civile che ha visto l’India trattenere tre dei 12 elicotteri ed escutere garanzie per oltre 200 milioni di euro, vicenda per la quale è stato instaurato un arbitrato internazionale che deve ancora cominciare.

Non è chiaro al momento se la procura generale possa presentare ricorso in Cassazione contro l’assoluzione di oggi, perché una nuova legge stabilisce che non sia possibile farlo dopo due sentenze conformi. In questo caso però, annullata la condanna del primo appello, la sentenza di primo grado del Tribunale di Busto era stata una assoluzione per la corruzione ma una condanna per le false fatture. Quindi in linea teorica la Procura potrebbe appellare solo per questo capo d’imputazione, dopo che, fra tre mesi, saranno rese note le motivazioni del verdetto di oggi.

LEGALE ORSI: CHIUSA VICENDA GIA’ CHIARA IN INCHIESTA

“Questo processo chiude una vicenda che doveva già essere chiara anche agli investigatori - ha commentato l’avvocato Ennio Amodio, difensore di Orsi - Non esiste accordo corruttivo, non vi è prova che sia stato versato denaro a Tiagy, né si è mai dimostrato che i funzionari indiani abbiano interferito nella gara”.

“Quella fornitura - ha concluso l’avvocato - altro non è stata se non la manifestazione di un successo dell’industria elicotteristica italiana, che aveva offerto all’India una delle sue macchine di maggior efficienza, tanto da essere acquistata anche dagli Usa per il presidente Barack Obama”.

L’ex AD di Finmeccanica non ha voluto rilasciare dichiarazioni, mentre Spagnolini, avvicinato dopo la sentenza, ha semplicemente commentato a proposito di questi ultimi anni sotto processo: “Con tutto il danno che hanno fatto all’azienda, il danno a me è il meno”.

Il secondo processo d’appello è stato disposto dopo che la Cassazione nel dicembre 2016 ha annullato con rinvio la prima sentenza della Corte d’Appello di Milano che aveva condannato i due ex manager per entrambi i capi di imputazione, Orsi a quattro anni e sei mesi di reclusione e Spagnolini a quattro anni, riformando la sentenza del Tribunale di Busto Arsizio che nell’ottobre 2014 li aveva condannati per le false fatture a due anni, ma li aveva assolti dalla corruzione.

RICHIESTE DI ACCUSA E DIFESE. PATTEGIAMENTI E ARCHIVIAZIONE

La procura generale lo scorso 23 novembre aveva chiesto la conferma della sentenza di condanna emessa nell’aprile 2016 dalla Corte d’Appello di Milano, poi annullata con rinvio dalla Cassazione. Chiedendo però di considerare prescritto l’anno fiscale 2008 per quel che riguarda il secondo capo d’imputazione.

L’Agenzia delle Entrate aveva chiesto il riconoscimento della responsabilità dei due imputati, una provvisionale immediatamente esecutiva di 300.000 euro in solido e il risarcimento del danno in separata sede; il ministero della Difesa indiano aveva chiesto invece la condanna dei due imputati e il risarcimento dei danni materiali e morali, da liquidarsi in separata sede.

A conclusione dell’udienza del 23 novembre i difensori dei due imputati avevano chiesto l’assoluzione, perché il fatto non sussiste, dall’imputazione di corruzione e la medesima assoluzione, in subordine perché il fatto non costituisce reato, per l’accusa di false fatturazioni.

Al termine di questo iter processuale italiano, oltre all’assoluzione dei due principali imputati, restano l’archiviazione di Finmeccanica nel luglio 2014, e i patteggiamenti di AgustaWestland nell’agosto 2014 (80.000 euro di sanzione ad AgustaWestland spa e 300.000 euro di sanzione e 7,5 milioni di confisca ad AgustaWestland ltd) e del consulente italoamericano Guido Ralph Haschke a un anno e 10 mesi nell’aprile 2014.

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