December 19, 2017 / 3:55 PM / a year ago

Creval, aumento 700 mln scudo da scelte Bce su Npl, non richiesto da nessuno

MORBEGNO (SO), 19 dicembre (Reuters) - L’aumento di capitale da 700 milioni di euro che l’assemblea straordinaria di Creval è chiamata oggi ad approvare non è stato richiesto da nessuna autorità e metterà l’istituto valtellinese al riparo da ogni eventuale nuova decisione della Bce in merito alla gestione dei crediti deteriorati. Lo hanno detto i vertici dell’istituto presentando ai soci l’operazione di aumento di capitale, pilastro fondante del piano industriale e che nelle intenzioni della banca dovrebbe essere lanciato a febbraio.

Con la maxi operazione la banca lombarda vuole mettere una pietra tombale sulla questione dei deteriorati facendo scendere l’Npe ratio lordo al 9,6% al 2020 rispetto al 21,1% del terzo trimestre di quest’anno e generando un utile a regime di 150 milioni.

“La nostra convinzione è che, al di delle dichiarazioni che si leggono sui giornali, la Bce non mollerà (sulla questione Npl), ma ci sara una pressione sull’Italia affinché l’Npe ratio tenda ad avvicinarsi al valore del nostro piano ambizioso che è sotto il 10%”, ha detto il direttore generale Mauro Selvetti ricordando un rapporto medio in Italia del 19% a fronte di una media europea del 5%.

Un aumento di capitale di queste dimensioni “ci mette al riparo da qualsiasi ulteriore decisione che possa venire in mente alla signora (Daniéle) Nouy dal punto di vista di nuove idee su addendum, maggiori accantonamenti e piani su Npl”, ha aggiunto.

Da un lato la banca punta a “non avere preoccupazioni giorno per giorno per quello che avviene a Francoforte” mentre dall’altro, l’aumento permetterà di “liberare redditività”, spiega.

Secondo Selvetti l’operazione è, per struttura e finalità, paragonabile, in proporzione, alla ricapitalizzazione da 13 miliardi fatta da UniCredit lo scorso febbraio, in seguito al quale “la banca ha cominciato a performare molto bene”.

Il presidente Miro Fiordi ha sottolineato che “nessuna Autorità o ente regolatore ci ha chiesto di fare un’operazione come quella che proponiamo” e che l’aumento serve a “voltare pagina rispetto a dieci anni di crisi che, sulle banche che hanno finanziato l’economia reale hanno avuto effetti pesantissimi”.

“L’altra alternativa era quella di fare un aumento più piccolo ma che non sarebbe stato risolutivo e che avrebbe portato nel giro di uno due anni a fare un’altra operazione”.

L’aumento, pari a cinque volte l’attuale capitalizzazione della banca dopo che il titolo ha perso oltre il 50% dall’annuncio dell’operazione lo scorso 7 novembre, è pregarantito da Mediobanca e Citigroup Global Markets .

(Andrea Mandalà)

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