December 12, 2017 / 1:03 PM / 7 months ago

PUNTO 2-Bankitalia non ha incoraggiato Vicenza a comprare Etruria - Barbagallo

(Aggiunge dettagli al sesto paragrafo e in coda)

ROMA, 12 dicembre (Reuters) - La Banca d’Italia non ha “chiesto né incoraggiato né tanto meno favorito la Popolare di Vicenza ad acquisire Banca Etruria”.

Lo ribadisce il capo della vigilanza, Carmelo Barbagallo, nella sua terza audizione presso la commissione di inchiesta sul sistema bancario.

Il 30 novembre il procuratore di Arezzo, Roberto Rossi, ha criticato la banca centrale italiana per aver esercitato pressioni affinché i due istituti, entrambi in difficoltà, si integrassero nel 2014.

Secondo Barbagallo, “in quel momento la vigilanza non disponeva di elementi per contrastare a priori tale iniziativa che, se si fosse tramutata in istanza formale, sarebbe stata approfondita”.

Piuttosto, nella crisi di Etruria ha giocato un ruolo il “debole controllo degli azionisti”, a cui “ha fatto riscontro l’autoreferenzialità dei vertici aziendali, decisi a mantenere condizioni di autonomia anche a fronte di una situazione sempre più critica”.

“Se mi permettete un paragone, erano come le persone che danzavano sul Titanic”.

Il dirigente spiega che fino all’autunno del 2014 Bankitalia considera Vicenza una banca “nella media, con un’ampia capienza patrimoniale che non ha una rischiosità creditizia enorme”.

Aveva una valutazione ispettiva di 4 su 6, ha spiegato citando una ispezione del 2012.

“Ricordo che Vicenza ha chiesto non soltanto di acquisire il dossier su Etruria. Si è presentata per moltissime banche: Spoleto, Ferrara, Puglia e Basilicata e Tercas. Credo se ne possano contare una dozzina”.

Rossi ha citato una relazione ispettiva del 2015, in cui Bankitalia censura l’ex presidente di Etruria, Lorenzo Rosi, per non aver portato all’attenzione dei soci in assemblea l’unica offerta giuridicamente rilevante, quella di Vicenza, nel mese di maggio 2014.

Secondo Barbagallo, anche se Vicenza avesse presentato un’istanza formale, l’integrazione con Etruria sarebbe comunque saltata. Il 26 ottobre 2014, spiega, si conclude il ‘comprehensive assessment’ della Bce dal quale emergono le carenze patrimoniali di Vicenza.

“È chiaro che a quel punto l’operazione non si sarebbe potuta realizzare. Questo lo dico col senno del poi, però vorrei sottolineare che il ‘comprehensive assessment’ non lo fa qualcun altro, lo facciamo noi stessi per la Bce”, dice Barbagallo.

E rivolto a Rossi aggiunge: “Perché il pm di Arezzo parla di una singolare pressione per la fusione tra Vicenza ed Etruria? Va chiesto a lui. Noi non abbiamo esercitato alcuna pressione, si possono fare tutte le verifiche”.

Barbagallo esclude anche che Bankitalia non abbia informato Consob su Etruria. “Si è sempre agito in buona fede, abbiamo dato molte informazioni”.

(Stefano Bernabei e Giuseppe Fonte)

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