November 16, 2017 / 10:04 AM / a year ago

PUNTO 2-Carige cerca soluzione su aumento capitale, Malacalza pronto a salire a 28%

(Riscrive, accorpa pezzi, aggiunge background)

MILANO, 16 novembre (Reuters) - Proseguono serrate le trattative tra i vertici di Banca Carige e le banche del consorzio di garanzia per trovare una soluzione all’impasse che si è creata sull’aumento di capitale da 560 milioni, necessario per mettere in sicurezza l’istituto ligure.

Intanto Malacalza Investimenti, principale azionista con il 17,6%, riconferma il sostegno alla banca, comunicando anzi di aver chiesto all’autorità di vigilanza, con un’istanza presentata lo scorso 26 ottobre, l’autorizzazione a salire fino al 28% del capitale.

Stamani, a valle del Cda che avrebbe dovuto fissare i termini della ricapitalizzazione, la banca ha comunicato che non si sono pienamente realizzate le condizioni per la costituzione del consorzio con le banche — Credit Suisse, Deutsche Bank e Barclays — che avevano stipulato un accordo di pre-garanzia.

E questo “nonostante l’ottenimento dell’autorizzazione da parte delle autorità di vigilanza e i positivi riscontri ricevuti per l’acquisizione formale di manifestazioni di interesse e di specifici obblighi di garanzia da parte di nuovi investitori istituzionali”.

La banca ligure ha quindi convocato per le 9,30 di questa mattina un Cda straordinario per valutare le misure da intraprendere, affidando all’AD Paolo Fiorentino il compito di verificare “l’esistenza dei presupposti per il proseguimento del piano di risanamento della banca e per un’eventuale proroga dei termini dell’operazione di aumento di capitale”.

Dopo una sospensione della riunione a metà mattinata, il board è tornato a riunirsi nel tardo pomeriggio mentre l’AD ha proseguito le trattative con le banche del consorzio, valutando anche l’ipotesi di un suo “piccolo allargamento”, secondo una fonte vicina alla vicenda.

In parallelo, secondo diverse fonti, i vertici dell’istituto sono stati in contatto con la vigilanza della Bce. Quest’ultima aveva chiesto che entro la fine dell’anno in corso la banca portasse a termine l’aumento per un ammontare di almeno 500 milioni, per non correre il rischio di trovarsi sotto i requisiti patrimoniali richiesti.

L’aumento di capitale, il terzo in quattro anni, è il principale pilastro della complessa manovra di rafforzamento patrimoniale da un miliardo circa e che ha già incassato il successo dell’operazione di Lme da un valore nominale da 510 milioni. Si tratta di un’operazione iperdiluitiva visto che agli ultimi prezzi Carige capitalizza circa 124 milioni di euro.

TITOLO SOSPESO, SHOCK CARIGE PENALIZZA SETTORE

Il titolo Carige è rimasto sospeso dalle contrattazioni di borsa per l’intera seduta in attesa di un comunicato. E a Piazza Affari gli altri titoli bancari hanno risentito negativamente dello stop all’iter del rafforzamento patrimoniale di Carige. Particolarmente penalizzata Creval, che ha annunciato un maxi-aumento di capitale da 700 milioni,.

Gli analisti di Banca Akros evocano in una nota mattutina la possibilità di un intervento dello Stato che, anche dopo la soluzione del problema delle banche venete, ha ancora risorse a disposizione. Un altro analista spiega, che in assenza di aumento o di intervento di un cavaliere bianco, si prospetta che a “pagare il conto” sarà lo Stato oppure il sistema bancario italiano.

MALACALZA POLEMIZZA CON BANCHE CONSORZIO

Nella sua nota, Malcalza Investimenti ha spiegato inoltre di essere stato contattato dalle banche del consorzio solo la settimana scorsa, e di avere comunicato lo scorso 12 novembre all’AD la decisione di sottoscrivere la propria quota.

Questo dopo avere appreso solo pochi giorni prima che un tale impegno veniva considerato “essenziale per la conferma della garanzia del consorzio” e quindi il successo dell’aumento di capitale.

“Nelle ultime 48 ore si sono succedute posizioni contraddittorie del consorzio delle banche in merito a ulteriori esigenze condizionanti l’impegno delle banche e si è verificata la divulgazione di notizie circa l’attuale indisponibilità delle banche stesse a garantire il collocamento dell’inoptato”, dice.

“Nonostante lo sconcertante contesto della vicenda, Malacalza Investimenti intende confermare ancora la propria attitudine di sostegno, nell’interesse della Banca, del territorio e dell’azionariato tutto”, prosegue.

“La disponibilità di Malacalza Investimenti non può peraltro tradursi in una impropria supplenza della funzione del Consorzio di garanzia e non può prescindere dalle determinazioni dell’autorità di vigilanza in merito alle istanze che sono state a essa rivolte”, conclude.

(Andrea Mandalà)

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