October 16, 2017 / 10:27 AM / 9 months ago

Italia, proposta Bce su Npe potrebbe causare riduzione credito aziende-S&P

MILANO, 16 ottobre (Reuters) - Le banche italiane saranno tra le più esposte all’interno della zona euro alle nuove regole sugli Npe proposte dalla Bce, con il rischio di portare a una contrazione del credito alle imprese del Paese.

Lo sostiene Standard and Poor’s in un report pubblicato oggi e dedicato alla proposta di Francoforte sui crediti deteriorati (Npe - non performing exposure).

La Bce chiede alle banche della zona euro la piena copertura, a partire dall’inizio del 2018, con appositi accantonamenti, di tutti i nuovi crediti problematici.

S&P osserva che gli effetti della proposta sarebbero percepiti in maniera più sensibile per le banche operanti in Italia, oltre che in Grecia e Portogallo, in quanto questi Paesi sono stati finora caratterizzati da sistemi giudiziari e procedure di insolvenza meno efficaci, anche se, si prevede, progressi continueranno a essere compiuti grazie alle misure e alle riforme introdotte negli ultimi anni.

“Nel complesso, riteniamo che le banche italiane siano potenzialmente le più esposte tra quelle della zona euro alla nuova proposta delle Bce a causa dei tempi assai lunghi di recupero (dei crediti)” scrive S&P, che quindi avverte: “vediamo le banche italiane sempre meno propense a fare credito alle aziende, che sono storicamente più sensibili ai cicli economici e generano più alti flussi in entrata di Npe durante i periodi negativi. A causa di questa situazione (alle banche italiane) si potrebbe richiedere di detenere maggiore capitale in futuro”.

Il report prevede che gran parte delle banche italiane, se ne avranno la possibilità, sceglieranno una strategia “graduale” di vendita dei crediti problematici. “Nel caso delle banche che detengono ampi stock di Npe — vedi in Italia e Portogallo — vendere significativi importi di crediti problematici ai prezzi attuali potrebbe obbligare ad adottare misure di rafforzamento del capitale per coprire le perdite. Questo perché i prezzi di mercato rimangono ben al di sotto dei valori di lungo termine che le banche attribuiscono a tali attivi”.

S&P si aspetta che le vendite di Npe da parte di istituti italiani possano raggiungere quota 100-120 miliardi entro il 2019, circa un terzo dello stock esistente, se tutte le operazioni in programma si realizzeranno.

In tal senso, ipotizza l’agenzia di rating, le operazioni più consistenti arriveranno dalle banche salvate dal governo, ovvero Mps Popolare Vicenza e Veneto Banca.

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RPT-ITALIA, VENDITA IMPORTI SIGNIFICATIVI NPE A PREZZI CORRENTI POTREBBE COSTRINGERE BANCHE A MISURE PER RAFFORZAMENTO CAPITALE A COPERTURA PERDITE - S&P BANCHE ITALIA, S&P PREVEDE CHE VENDITE NPE POSSANO RAGGIUNGERE 100-120 MLD EURO ENTRO 2019

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