August 31, 2017 / 10:54 AM / a year ago

PUNTO 1-Italia, da occupazione e prezzi segnali lenta normalizzazione economia

    * Tasso disoccupazione sale 11,3% ma occupati tornano oltre
23 mln
    * Prosegue trend calo inattivi
    * Nuova occupazione soprattutto temporanea
    * Prezzi salgono, vista stabilizzazione da qui a fine anno
    * Grafici sull'economia italiana in tempo reale tmsnrt.rs/2bxVe8n

 (aggiunge dettagli, commenti)
    di Elvira Pollina e Valentina Consiglio
    MILANO/ROMA, 31 agosto (Reuters) - L'economia italiana
continua a creare posti di lavoro, anche se in prevalenza
temporanei, confermandosi in una fase moderatamente positiva,
che lascia spazio anche a qualche segnale di risalita
dell'inflazione.
    I numeri diffusi stamane da Istat, che ha pubblicato il
preliminare dei prezzi al consumo di agosto e la statistica
mensile sul mercato del lavoro di luglio, rafforzano l'idea di
una ripresa che sta assumendo contorni un po' più strutturali.
    Per quanto riguarda il mercato del lavoro, in particolare,
se è vero che il tasso di disoccupazione si è attestato a 11,3%,
in salita di quasi due decimi di punto rispetto a giugno, va
anche sottolineato come tale aumento non è legato ad calo degli
occupati, aumentati di 59.000 unità, ma ad una drastica
riduzione degli inattivi, calati di 115.000 unità su mese.
     Nel trimestre maggio-luglio gli occupati sono cresciuti di
65.000 unità, pari allo 0,3%, rispetto al trimestre precedente,
determinata dall'aumento dei dipendenti, sia a tempo
indeterminato sia, in misura prevalente, a termine. 
    A livello assoluto, a luglio gli occupati sono tornati a
superare quota 23 milioni, "soglia oltrepassata nel 2008", prima
dell'inizio della lunga crisi".
     "La creazione di occupazione sta continuando, soprattutto
per quanto riguarda i dipendenti temporanei, ma comunque si
tratta di posti di lavoro", commenta Paolo Pizzoli, economista
di Ing. 
    L'economia italiana potrebbe chiudere l'anno con un una
crescita compresa tra 1,4-1,5%, migliore di quanto messo in
conto dal governo nel documento di Economia e Finanza. Si
tratterebbe della performance migliore dal 2010.
     Resta comunque il divario con la zona euro, dove a luglio
la disoccupazione è rimasta stabile a 9,1%, mentre il Pil
quest'anno potrebbe crescere intorno al 2%.
    "Il mercato del lavoro italiano sta continuando ad
assorbire, e questo elemento viene gradualmente introiettato
dalle famiglie, che mostrano una maggiore fiducia sulla
strutturalità della ripresa e dunque di migliori prospettive
occupazionali", prosegue l'economista, secondo cui il calo degli
inattivi va interpretato come un segnale di minor
scoraggiamento.
    
    IN MERCATO DEL LAVORO RESTANO CRITICITA'
    Gli elementi di criticità non mancano, su tutti quello della
qualità del lavoro. Rispetto al luglio 2016, i dipendenti
permanenti sono infatti cresciuti di 92.000 unità, appena dello
0,6%, mentre quelli a termine sono aumentati di 286.000 unità
(+11,7%). Resta inoltre molto alto il tasso di disoccupazione
giovanile, salito di 3 decimi al 35,3%. 
    Altra nota dolente è la distribuzione dell'aumento degli
occupati per classi di età, con un contributo rilevante degli
over-50, legato all'aumento dell'età pensionabile. "Non abbiamo
ancora un aumento equidistribuito per classi di età e non è
casuale che il dibattito politico si concentri sull'alta
disoccupazione giovanile", dice Pizzoli. 
    
    INFLAZIONE VERSO STABILIZZAZIONE
    Per quanto riguarda i prezzi al consumo, il preliminare di
agosto dell'indice nazionale ha evidenziato un'accelerazione a
1,2% su anno da 1,1% del mese precedente, mentre le attese erano
per una stabilità. 
    Oltre le attese, pari a 1,3%, anche l'inflazione armonizzata
ai parametri europei, salita a 1,4% su anno da 1,2% di luglio. 
    Sia in Italia che nella zona euro non si riscontra però una
particolare vivacità dell'inflazione core. In Italia,
quest'ultima, è salita a 1% da 0,8% di luglio, mentre nella zona
euro si viaggia a 1,3%.
    "Ritengo che da qui alla fine dell'anno in Italia
l'inflazione si terrà su questi livelli. Non ci sono ancora
elementi strutturali nel mercato del lavoro tali da alimentare
tensioni sui prezzi", dice Pizzoli. 
    "Credo che la Banca centrale europea sarà molto prudente nel
comunicare l'avvio di una riduzione dello stimolo monetario,
anche alla luce del recente apprezzamento dell'euro. La ripresa
c'è, viaggia sopra il trend ma va assolutamente salvaguardata",
conclude l'economista.

     
    
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