February 18, 2013 / 7:13 PM / 5 years ago

Mps, rientrato allarme su depositi con azione task force-fonti

ROMA, 18 febbraio (Reuters) - Un brusco calo di depositi dalla banca Monte dei Paschi di Siena, investita dal clamore dell’inchiesta della magistratura su Antonveneta e sui derivati, ha allarmato l’istituto nell’ultima settimana di gennaio ma da qualche giorno è un fenomeno del tutto rientrato, anche grazie a una task force antipanico subito messa in opera all’interno della banca.

Lo hanno detto a Reuters due fonti che hanno conoscenza del problema e che hanno potuto ricostruire come questo allarme sia esploso e come sia stato poi gestito dalla banca senese, subito dopo le dimissioni dell’ex presidente Giuseppe Mussari dal vertice dell’Abi lo scorso 22 gennaio e le prime notizie di stampa sul ritrovamento di prodotti strutturati nascosti nei loro effetti alla Banca d’Italia, come la ristrutturazione di Alexandria.

Rispetto a questa ricostruzione, la banca, interpellata, “non commenta”.

Oggi il quotidiano La Repubblica riaccende il faro su questo rischio sottolineando che la continua fuga di notizie, pubblicazioni di carte e documenti legate all’inchiesta, “secondo voci raccolte presso le autorità di vigilanza, starebbe creando una fuga crescente dei depositi, nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro”.

L’articolo, che cita un rapporto della Consob sulla vicenda Mps inviato alla Procura di Siena, non dice a quali autorità ne’ a quale periodo si riferisca l’ipotizzata crescente fuga di depositi.

Questa rappresentazione data dal quotidiano, secondo almeno due fonti vicine al dossier sentite da Reuters, non corrisponde alla reale situazione.

“Il rischio è rientrato. Ora i saldi [sui depositi della banca] sono positivi giá da qualche giorno”, dice una prima fonte.

Una seconda fonte dice che quella descrizione di un crescente deflusso “non sta in piedi”, e anche i numeri citati da Repubblica “hanno poco senso”.

Non che il problema non fosse stato concreto. Ci fu infatti un vero allarme nella banca, subito dopo le dimissioni di Mussari, scattato alla vigilia dell’assemblea di Mps del 25 gennaio.

“Il picco c’è stato subito dopo le dimissioni di Mussari [che avvengono il 22 gennaio], con dati che un giorno, a un certo punto, mostravano un deflusso molto importante e in parte prevalente dovuto ad uscite di depositi corporate, non di retail”, aggiunge la fonte.

E’ dunque soprattutto dalla componente corporate della raccolta, fisiologicamente più volatile, che in quei giorni arrivano i segnali di allarme.

Una sirena che suona proprio nel momento in cui la banca sta mostrando di reagire con energia alla crisi. In assemblea, quel 25 gennaio, è lo stesso AD Fabrizio Viola a ricordarlo commentando con amarezza gli effetti del clamore mediatico sui flussi dei depositi.

Nel terzo trimestre, secondo i dati della banca, la crescita di nuovi clienti è stata del 66% su anno e i depositi da clientela sono cresciuti del 2,2% su trimestre a 135,5 miliardi, circa 3 miliardi in più in tre mesi.

Il quarto trimestre, ancora non comunicato, secondo Viola ha consolidato quel trend di recupero e ancora meglio sono andate le prime due settimane di gennaio, con risultati perfino superiori al budget.

Poi la doccia fredda con l’attività commerciale che deve rallentare anche perché gli operatori della rete del Monte devono utilizzare molto tempo-lavoro per rassicurare la clientela ed evitare che ci sia panico. Sono i giorni in cui sia Viola, sia il presidente Alessandro Profumo, si spendono in interviste ed apparizioni tv per ribadire la soliditá della banca.

La fase critica, inoltre, va a coincidere con l’ultima settimana del mese, quando i flussi risentono di dinamiche ordinarie che quelle notizie negative amplificano.

A quel punto la banca - racconta una seconda fonte - ha già deciso di gestire il problema con un approccio da crisis management.

Anche in questo caso, richiesta di una conferma, la banca non ha commentato.

In quel momento al Monte dei Paschi è stata creata una task force che si occupa di preparare in tempo reale le giuste risposte che gli addetti delle filiali possono dare ai clienti che corrono agli sportelli per capire cosa succede. Si costruiscono delle FAQ in modo da standardizzare le risposte.

Questa “situation room”, una stanza d’emergenza attiva dalle 8.00 alle 20.00, è composta da cinque diverse competenze: rete commerciale, ufficio legale, risk management, comunicazione interna e comunicazione esterna.

La task force raccoglie ed elabora centinaia di domande in modo da avere una comune gestione dei contenuti più critici e le assembla in FAQ, dando risposte omogenee alla rete, ai social network dove la banca comunica, nelle interviste. Per i casi più critici e peculiari fornisce una assistenza in tempo reale all’operatore in filiale.

Nel frattempo l’allarme, magari anche per gli effetti di queste iniziative, inizia a rientrare e si potrá vedere solo con il rendiconto del primo trimestre, quanto il colpo sia stato del tutto assorbito.

(Stefano Bernabei)

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italianoLe top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below