April 26, 2012 / 12:09 PM / 8 years ago

SINTESI-Snam, AD prevede rating indipendente 'A-', a luglio sul mercato

* AD Malarcane non esclude bridge loan in fase transizione

* No comment su ipotesi Terna, certo collocamento quota sul mercato (Riscrive, aggiorna)

di Giancarlo Navach

SAN DONATO, 26 aprile (Reuters) - Snam punta ad avere dalle agenzie di rating il giudizio di “A-“, il piu’ alto possibile, stante l’attuale rating del Paese a BBB+, in vista del prossimo sbarco sul mercato dei capitali, atteso dal prossimo luglio per iniziare a rifinanziare il debito da 11,2 miliardi, finora in capo alla controllante Eni.

In vista del Dpcm della Presidenza del Consiglio, che dovrà stabilire le regole per il deconsolidamento di Snam da Eni, la società proprietaria della gran parte dei gasdotti italiani si sta preparando per rifinanziarsi da sola senza piu’ il cappello dell’Eni. Un’operazione ingente, fra le piu’ importanti per il Paese, che necessariamente sarà realizzata per gradi.

Anche se Snam, come sottolinea l’AD, Carlo Malacarne, parlando con giornalisti al termine dell’assemblea che ha approvato il bilancio 2011, nel periodo di transizione, ci sarà un bridge loan: “Sarà fatto un piano tenendo conto di un bridge loan in funzione dei tempi per arrivare sul mercato, siamo anche pronti a un bridge loan che possa coprire il tutto”.

Il primo passaggio per andare sul mercato è ottenere il rating. “A maggio inizieremo ad avere i primi incontri con le agenzie di rating con S&P e Moody’s. Quello che ci dicono oggi le banche è che siamo una società con un profilo di rischio con una singola A come riferimento. Possiamo avere al massimo A-, pari a un notch sopra il rating del Paese, avendo tutto il nostro business a livello di Paese”, ha sottolineato.

Per Malacarne, occorre, quindi, preparare tutto quello che serve per essere pronti entro l’estate, con il rating e i term sheet. Al momento Snam si è affidata alla consulenza di quattro primarie banche, una americana, una europea e due italiane, per espletare tutti i passaggi propedeutici allo sbarco sul mercato dei capitali che, comne ha sottolineato, non prevederà solo il ricorso all’emissione di bond, ma anche a finanziamenti Bei o Cdp.

Una volta sul mercato, Snam ritiene che manterrà l’attuale durata del debito, oggi intorno a cinque, sei anni. “Oggi circa l’80% del debito è a tasso fisso e il 20% a tasso variabile. L’idea è di mantenere questa struttura fisso e variabile con un costo del debito al di sotto del 4%”, ha spiegato.

NO COMMENT SU IPOTESI TERNA-SNAM, VERSO 20% SUL MERCATO

Nessun commento sulle modalità del deconsolidamento: se sarà Terna a rilevare una quota sotto il 30% o CdP. “C’è un decreto in fase di stesura, aspettiamo la fine di maggio e vediamo come sarà definita la struttura dell’azionariato Snam”, ha sottolineato.

In attesa di conoscere quali saranno le modalità dell’operazione, stanno emergendo varie ipotesi. Sembra essere tramontata quella più penalizzante sia per gli azionisti di Eni sia per quelli di Snam, per gli evidenti rischi di overhang: la distribuzione delle azioni Snam agli attuali soci di Eni. La stampa è tornata a scrivere di una possibilità che Terna rilevi una quota sotto il 30% di Snam che potrebbe portare a una fusione Terna-Snam, come è successo in Gran Bretagna tra National Grid e Lattice.

L’altra opzione prevede che sia Cdp a rilevare una quotta sotta il 30% di Snam attraverso diversi passaggi intermedi: annnullamento delle azioni proprie di Eni, che porterebbe Tesoro e Cassa al 33,4% del capitale, quindi cessione della quota eccedente il 30% da parte della Cassa e con i proventi acquisto del 12% di Snam da Eni, con un successivo acquisto di un ulteriore 16% di Snam. Per ridurre l’esborso, la Cassa potrebbe pensare a conferire in Snam il gasdotto Tag di recente rilevato da Eni. “Fare entrare Tag in Snam avrebbe senso industriale”, ha ammesso Malacarne.

In entrambe le soluzioni (Terna o Cdp), dovrebbe comunque esserci un collocamento sul mercato di azioni Snam. “E’ prevedibile che una parte della quota detenutra da Eni, se uscirà del tutto dall’azionariato, sia collocata sul mercato. Ma non credo sia un problema. Tre anni fa, il 10% della società è stato collocata in dieci minuti in una notte”, ha concluso Il numero uno di Snam.

(Via Redazione Milano, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 02 66129518, Reuters messaging: giancarlo.navach.reuters.com@reuters.net) Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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