October 25, 2019 / 12:20 PM / a month ago

Salvini fiducioso di conquistare l'Umbria dopo scivolone di agosto

AMELIA, 25 ottobre (Reuters) - Dopo 50 anni al governo dell’Umbria, il centrosinistra sembra destinato a perdere le Regionali di domenica prossima, che vedono come favorito il centrodestra trainato dalla Lega di Matteo Salvini.

In agosto, Salvini è uscito dal governo che aveva formato con il Movimento 5 Stelle nel tentativo di andare a elezioni anticipate che, secondo i sondaggi, avrebbe vinto.

Il Movimento 5 Stelle, però, ha dato vita a un nuovo esecutivo con il Partito Democratico, relegando Salvini all’opposizione.

Salvini aspetta quindi le consultazioni regionali per vendicarsi degli ex alleati e dimostrare di essere ancora capo del primo partito italiano.

La prima prova sarà in Umbria, piccola regione del Centro che si sta dimostrando terreno fertile per il suo messaggio anti-immigrazione e anti-tasse, in un contesto che vede una comunità stufa dei vecchi governanti di sinistra dopo anni di stagnazione economica e a seguito di uno scandalo giudiziario che ha portato alle dimissioni della ex governatrice dem.

“Questo posto è stato tradizionalmente di sinistra, ma il vento sta cambiando”, ha detto Giacomo Vitto, un produttore di formaggi della cittadina umbra di Amelia, a circa 90 km da Roma.

I dati della Banca d’Italia mostrano che il Pil della Regione, che conta meno di 900.000 abitanti, è crollato del 15,6% dalla crisi finanziaria del 2007 rispetto a una contrazione media nazionale del 5,2%.

“I due problemi principali che abbiamo qui, come nel resto d’Italia, sono le tasse elevate e la burocrazia”, ha detto Luca Tomassini, fondatore e amministratore delegato della società di servizi digitali Vetrya, che ha sede nella città d’arte umbra di Orvieto.

EMILIA IN VISTA

Salvini ha girato l’Umbria in lungo e in largo per settimane, rinnovando il suo impegno a voler introdurre la flat tax, che secondo molti economisti non è sostenibile per il Paese, ma che la Lega insiste sia necessaria per dare una scossa decisiva all’economia.

“Scommetto un caffè che in Umbria stravinciamo. Il voto qua è anche indicatore nazionale, il primo dopo l’alleanza Pd-M5s”, ha twittato ieri Salvini.

Il capo della Lega è tornato con i suoi tradizionali alleati: i ‘Fratelli d’Italia’ e Forza Italia dell’ex premier Silvio Berlusconi. Tutti e tre, infatti, appoggiano la senatrice Donatella Tesei come prossima governatrice umbra.

Il principale concorrente è Vincenzo Bianconi, che guida una lista civica sostenuta per la prima volta da 5 Stelle e Pd - nemici politici giurati fino ad agosto.

Sulla scia dell’alleanza al governo, e consapevoli che i sondaggi davano loro poche possibilità di vincere se fossero rimasti soli in Umbria, hanno così stretto un patto per sostenere un candidato comune.

Se il modello funziona, potrebbe essere esteso a elezioni locali più importanti, come il voto del 26 gennaio in Emilia Romagna, Regione con una popolazione quattro volte superiore a quella dell’Umbria e storica roccaforte della sinistra italiana.

Il centrodestra ha vinto sette elezioni regionali di fila dal marzo 2018. La vittoria in Umbria potrebbe dimostrare che Salvini ha superato il suo fallimento agostano, ma un trionfo in Emilia Romagna potrebbe provocare addirittura un terremoto politico nazionale.

“Mi aspetto che il centrodestra vinca, ma non credo che l’Umbria sia abbastanza grande da avere ripercussioni per il governo. Se riesce a conquistare anche l’Emilia, però, allora le cose si potrebbero fare davvero serie”, ha aggiunto Vitto.

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