September 3, 2019 / 3:30 PM / 3 months ago

Mediaset verso ok a Mfe nonostante pollice verso di Vivendi

MILANO, 3 settembre (Reuters) - L’assemblea di Mediaset , salvo colpi di scena, dovrebbe dare via libera domani al piano di riassetto delle attività italiane e spagnole del gruppo sotto una holding olandese, nonostante la dichiarata opposizione di Vivendi, secondo principale azionista dell’emittente italiana.

Al gruppo francese è stato riconosciuto dal Tribunale di Milano il diritto di votare solo con la quota del 9,6% direttamente detenuta, mentre il 19,9% trasferito nel trust Simon Fiduciaria, per ottemperare ad una delibera di AgCom, sarà molto probabilmente tenuto fuori dalla porta.

Il gruppo francese, che ha già minacciato ulteriori azioni legali a tutela dei propri diritti, avrebbe comunque la possibilità di complicare l’operazione, esercitando il diritto di recesso, a cui è stato posto un tetto di 180 milioni d euro.

I soci di Mediaset, controllata da Fininvest, holding di famiglia dell’ex premier Silvio Berlusconi, sono chiamati a votare la fusione delle attività italiane e di Mediaset Espana in una nuova holding olandese, Media for Europe (Mfe).

Mediaset intende utilizzare Mfe per stringere nuove alleanze in Europa e contrastare la crescente concorrenza di servizi di streaming video, come Netflix, che stanno conquistando quote crescenti di pubblico giovane.

Vivendi, che fa capo al miliardario francese Vincent Bollorè, ha dichiarato la sua opposizione al piano perché include una struttura di governance e un sistema di voto maggiorato che consentirebbe alla famiglia Berlusconi di blindare la società.

Vivendi ha costruito la sua partecipazione in Mediaset con un raid dopo il mancato acquisto della pay tv del Biscione Mediaset Premium. Una transazione che includeva uno scambio azionario e in prospettiva puntava ad un’integrazione più ampia, sempre in un’ottica pan-europea.

I due gruppi sono da allora alle prese con una complicata disfida legale. Mediaset, che considera la quota di Vivendi illegittima, ha finora impedito al gruppo francese di esercitare i diritti di voto in assemblea, in attesa del pronunciamento di merito del giudice sulla questione.

Dopo essere stata estromessa dall’assemblea di aprile, Vivendi ha vinto il ricorso d’urgenza ottenendo il diritto a votare contro l’operazione con il 9,99%, mentre finora il Tribunale ha respinto i ricorsi del trust relativamente alla decisione di Mediaset di escluderlo dalle assemblee.

Un consiglio di amministratore del gruppo di Cologno, in agenda domattina prima dell’assemblea, verosimilmente confermerà l’esclusione del trust, secondo quanto riferito da una fonte vicina alla situazione.

Con diritti di voto di Fininvest pari al 45,8%, il via libera, che richiede una maggioranza qualificata dei 2/3 del capitale rappresentato in assemblea, è quasi certo.

Se Vivendi dovesse esercitare il diritto di recesso, sull’intera quota o anche solo in parte, metterebbe a rischio l’operazione.

Vivendi non ha mai chiarito le sue intenzioni in merito al recesso.

Stando ad alcune fonti, Bollorè, che ha cercato di portare avanti un progetto simile a quello di Mfe, potrebbe decidere di mantenere la sua partecipazione, nella speranza che le vicende legali volgano a suo favore e questo possa consentirgli alla fine di aumentare la sua influenza sul nuovo gruppo.

Elvira Pollina

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below