September 12, 2018 / 2:36 PM / 2 months ago

Spac, ABK (ceramiche) in borsa con CFP2, obiettivo crescere con M&A

MILANO, 12 settembre (Reuters) - ABK Group Industrie Ceramiche sbarca a Piazza Affari con in testa il progetto di crescere per acquisizioni, oltre che per linee interne grazie all’innovazione di prodotto, e di scalare posizioni nella graduatoria dei gruppi che producono pavimenti e rivestimenti ceramici.

La business combination con la spac Capital For Progress 2 (CFP2) è stata presentata oggi, nella sede di Borsa Italiana.

Forte di una liquidità pari a circa 40 milioni, ABK vuole “crescere”, ha sintetizzato il presidente esecutivo, Roberto Fabbri. In particolare, è in rampa di lancio “un’acquisizione nella pietra naturale”, segmento dove operano “realtà quasi interamente commerciali”. Messa in cascina l’operazione nella pietra naturale, se avanzeranno risorse, “potremmo guardare ad altre aziende della ceramica”. L’obiettivo, ha proseguito Fabbri, “è arrivare a 250 milioni di fatturato [da 115,4 milioni di fine 2017] nel giro di due-tre anni. Siamo al decimo posto tra i produttori italiani, vorremmo scalare posizioni”.

La business combination è stata annunciata il 19 giugno scorso.

ABK ha archiviato il primo semestre con valore della produzione, ebitda e utile netto in crescita.

Il management del gruppo emiliano ha snocciolato varie cifre per testimoniare lo stato di salute ottimo del settore della ceramica italiana, sottolineando che ABK vanta una redditività e tassi di crescita superiori ai concorrenti.

Ampio spazio è stato riservato all’illustrazione degli investimenti e dei progetti futuri, in particolare il lancio del ‘full wide’, soluzione tecnologica per la produzione di lastre ceramiche di grande spessore ‘a vena passante’ (chiamato ‘marmo in ceramica’).

Fabbri ha preannunciato che ABK si appresta ad ottenere il patent box, “con vantaggi per 1,5-1,6 milioni nell’esercizio in corso”.

Marco Fumagalli, promoter di CFP2, ha ricordato i termini della business combination. L’assemblea per l’approvazione dell’operazione è prevista per il 2 ottobre.

Le tre famiglie attuali azioniste di ABK manterranno post-fusione una quota che oscillerà tra il 61,3% e il 70,4% del capitale, a seconda dei recessi.

I soci di ABK assumeranno un impegno di lockup sino a 28 mesi dall’efficacia della business combination o la totale conversione delle azioni speciali dei promotori, oppure nove mesi dopo la quotazione delle azioni ordinarie su Mta.

E’ prevista un’ops sui warrant in circolazione con nuovi warrant da emettere nel rapporto 1 a 1.

L’operazione avviene sulla base di un enterprise value di ABK ai fini del concambio di 138 milioni. Il rapporto tra EV ed ebitda è pari a circa sette volte, ma, come ha spiegato Fumagalli, se si guarda alla proiezione sui numeri al 2019 — quando la fusione sarà probabilmente efficace — il multiplo è inferiore.

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