September 11, 2018 / 6:13 AM / 2 months ago

BORSE ASIA/PACIFICO deboli su tensioni Usa-Cina, caro dollaro

 INDICI                        ORE  8,05    VAR %    CHIUS. 2017
 ASIA-PAC.                     509,91       -0,06    569,62
 TOKYO                         22.664,69    1,30     22.764,94
 HONG KONG                     26.546,75    -0,25    29.919,15
 SINGAPORE                     3.111,40     -0,31     3.402,92
 TAIWAN                        10.752,30    0,25     10.642,86
 SEUL                          2.285,50     -0,14    2.467,49
 SHANGHAI COMP                 2.666,03     -0,13    3.307,17
 SYDNEY                        6.179,50     0,62     6.065,10
 MUMBAI                        37.896,56    -0,07    34.056,83
 11 settembre (Reuters) - Continua a dominare il rosso sui mercati dell'area
Asia/Pacifico, con poche eccezioni dovute a circostanze locali, ma con
investitori che sembrano essersi presi una pausa dalle preoccupazioni per gli
sviluppi delle tensioni commerciali fra Stati Uniti e gli altri Paesi. 
    L'indice MSCI, che non comprende il Nikkei giapponese, perde
intorno alle 8 (ora italiana) lo 0,05%.
    Sabato scorso il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato di
aver aggiunto il Giappone alla lista dei Paesi con i quali l'amministrazione
americana ha deciso di aprire un contenzioso commerciale. Gli Usa stanno già
discutendo di interscambio e dazi con Canada, Messico, Unione europea oltre che
con la Cina.
    "La debolezza [dei mercati] è un assetto destinato a ripetersi a causa delle
tensioni commerciali globali, del rafforzamento del dollaro e del rialzo dei
tassi negli Usa", dice Lukman Otunuga, analista presso il broker Fxtm. Le
difficoltà dell'Argentina e della Turchia, mano a mano che si diffondono le
preoccupazioni, stanno "facendo diminuire l'interesse per i mercati emergenti",
conclude Otunuga.  
    TOKYO ha chiuso in deciso rialzo dell'1,30% e con investitori
incoraggiati dall'indebolimento dello yen. 
    SHANGHAI è in moderato calo in parte sostenuta dal riacquisto dei
titoli che nei giorni scorsi erano stati fatti oggetto di forti vendite.
Continua invece la pressione sulle azioni delle società fornitrici di Apple dopo
che sabato il presidente Trump ha detto che la casa di Cupertino dovrebbe
produrre negli Stati Uniti se vorrà evitare i dazi sull'import dalla Cina. HONG
KONG perde oltre lo 0,3%, fa peggio Prada con una flessione che
sfiora il 3%.
    SYDNEY cresce intorno al mezzo punto percentuale sostenuta dagli
acquisti di titoli di banche, sottovalutati, e di società dell'energia che hanno
beneficiato dal rialzo dei prezzi del petrolio.  
    SINGAPORE flette di un quarto di punto percentuale. TAIWAN
balza intorno allo 0,9% dopo che ieri ha lasciato sul terreno l'1%.
    SEUL perde lo 0,3% mentre s'indebolisce il won. La borsa è stata
tonificata dalla ripresa dei colloqui fra Usa e Corea del Nord e del Sud sul
disarmo nucleare.
    
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