August 7, 2018 / 12:52 PM / 3 months ago

PUNTO 1-UniCredit, utile trimestre batte attese, Cet1 appesantito da spread

(Aggiorna con dichiarazioni di Mustier)

MILANO, 7 agosto (Reuters) - L’allargamento dello spread fra Btp e Bund visto dai 130 punti di maggio, legato alla formazione del nuovo governo, ha pesato sui conti del secondo trimestre di UniCredit, ma la banca è in grado di gestire l’evoluzione del suo portafoglio di Btp senza variare i target di Cet1 del 2018.

L’impatto delle turbolenze sui titoli di stato, già registrato per altri istituti di credito e assicurazioni, ha inciso sul Cet1 per 30 pb, contribuendo in modo sostanziale al calo di 56 punti base a 12,51%.

Il Ceo Jean Pierre Mustier, incontrando stampa e analisti, si è detto molto fiducioso nella solidità dell’economia italiana. “Penso che i mercati si stabilizzeranno”.

In ogni caso, “possiamo assorbire l’impatto dell’evoluzione del portafoglio. La situazione è ben sotto controllo”, ha detto.

La banca conferma tutti i target 2018 e 2019, se lo spread si manterrà sugli attuali livelli, ha detto ancora Mustier.

Il Cet1 ratio fully loaded di gruppo è confermato tra il 12,3% e il 12,6% alla fine del 2018 e al di sopra del 12,5% alla fine del 2019.

UniCredit ha chiuso il secondo trimestre del 2018 con un utile netto di 1 miliardo, in calo del 13,3% sul secondo trimestre 2017 rettificato, ma sopra il consensus fornito dalla banca di 975 milioni.

Nel primo pomeriggio il titolo sale di 3,51% a 14,882 euro.

Keefe, Bruyette & Woods parla in un report di utile netto sopra il consensus, ma di una crescita dei rwa che incide sul Cet1. Anche Jefferies, che cita anche la sorpresa positiva della riduzione degli Npl, segnala un capitale più debole delle attese.

NESSUNA SVALUTAZIONE PER YAPI KREDI

Molte le domande su Yapi Kredi, joint venture fra Unicredit e Koc holding, dopo la forte svalutazione della valuta turca vista quest’anno. “E’ una banca molto buona e l’investimento in Turchia è di lungo termine”, ha detto il cfo Mirko Bianchi e Mustier ha aggiunto “non vediamo alcun motivo per cambiarne la valutazione”.

Il contributo di Yapi è salito nel trimestre del 28% annuo a cambi costanti, percentuale che scende a -3,4% se si tiene conto della svalutazione della lira turca.

Yapi è consolidata a patrimonio netto e il contributo a conto economico è meno del 2% dei ricavi del gruppo.Sul Cet1 la volatilità della lira turca è limitata a 2 pb ogni 10% di deprezzamento della valuta.

CONTRO CAIUS AZIONE CIVILE E PENALE

Mustier ha evitato di commentare sulla vertenza che vede la banca contrapposta al fondo hedge Caius sulla valutazione dei cashes emessi a febbraio 2009.

Si è limitato a dire che l’azione annunciata contro il fondo è sia in sede civile che penale e che la banca è fiduciosa che non ci sarà impatto materiale sul suo capitale dopo la scadenza del periodo di grandfathering nel 2021.

A inizio maggio, il fondo aveva chiesto all’Eba di aprire un’indagine sulla computazione degli strumenti. Secondo Caius, il calcolo del Cet1 di UniCredit non sarebbe corretto in base alle regole Ue. La richiesta di Caius è stata respinta dall’autorità il 20 luglio scorso.

RICAVI IN CALO, NPE A 8,7% IMPIEGHI

I ricavi totali scendono a 4,9 miliardi di euro (-4,3% anno). Sul dato, si legge nella nota, influiscono minori ricavi dall’attività di negoziazione e il rilascio positivo per 90 mln di un accantonamento fiscale nel margine di interesse nel secondo trimestre 2017.

Il margine di interesse si attesta a 2,7 miliardi, in crescita di 1,6% annuo, le commissioni scendono di 0,3% a 1,7 miliardi.

Gli impieghi salgono di 9 miliardi nel group core, le vendite nette di asset under management totalizzano 3,2 miliardi.

I costi scendono di 7,0% a 2,7 miliardi grazie alla riduzione di filiali e personale in anticipo rispetto al piano.

Nel secondo trimestre il rapporto tra crediti deteriorati lordi e impieghi è migliorato a 8,7% da 9,5% a fine marzo con una copertura del 60,9% (60,3% a fine marzo). Le sofferenze sono coperte al 73,5% (era 70% a fine marzo), le inadempienze probabili al 45,1% (44,1%).

Le esposizioni lorde non core scendono a 22,2 miliardi, con un target a fine 2018 di 19 miliardi, con un target di cessioni di 2 miliardi a fine 2018.

(Paola Arosio, Stephen Jewkes)

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