May 28, 2018 / 11:12 AM / 2 months ago

Carel punta a crescere, non esclude piccole acquisizioni - AD

MILANO, 28 maggio (Reuters) - Carel, al secondo giorno di roadshow dell’Ipo che dovrebbe portarla a Piazza Affari il prossimo 11 giugno, punta a crescere sostanzialmente in linea con gli ultimi anni, senza escludere piccoli acquisizioni, con una particolare attenzione agli Stati Uniti e all’Asia.

E’ quanto spiegato dall’amministratore delegato Francesco Nalini durante la conferenza stampa di presentazione dell’Ipo della società che produce sistemi di controllo per la refrigerazione e il condizionamento.

A chi gli chiedeva un’indicazione sui target di fatturato, Nalini ha spiegato che la società non comunica gli obiettivi, ma “ci aspettiamo di continuare a crescere”.

“Se guardiamo lo storico degli ultimi anni... pensiamo di continuare così”, ha aggiunto.

La società ha archiviato il 2017 con ricavi in crescita a 255 milioni di euro. Il tasso di crescita medio annuo (Cagr) del periodo 2015-2017 è stato del 12%.

Per quanto riguarda le acquisizioni, l’AD ha ricordato che in passato Carel ha fatto piccole acquisizioni di distributori per completare la rete di vendita.

Per il futuro “pensiamo a piccole acquisizioni”, ha spiegato, sottolineando che queste seguiranno tre possibili direzioni: l’acquisizione di tecnologie complementari, l’espansione geografica e l’allargamento a nicchie adiacenti.

“Guardiamo a tutte le aree geografiche”, ha detto l’AD. “Abbiamo forti opportunità di crescita fuori dall’Europa, in primis negli Stati Uniti e in Asia, dove abbiamo una quota di mercato più bassa e amplissimi margini di crescita”.

L’Ipo non porterà nuove risorse alla società in quanto le azioni saranno messe in vendita dagli attuali azionisti Luigi Rossi Luciani S.a.p.a. e Luigi Nalini S.a.p.a.

L’offerta, riservata a investitori istituzionali, è partita lo scorso 25 maggio e si concluderà il 6 giugno. Prevede la vendita di 35 milioni di azioni a un prezzo tra 6,7 e 7,8 euro per azione, più una greenshoe pari al 15% dell’offerta base. Il flottante sarà quindi pari al 35% (40,25% dopo l’eventuale esercizio integrale della greenshoe).

La società punta a sbarcare sull’Mta e in particolare sul segmento Star.

“L’idea di quotarci, pur mantenendo il controllo, è un progetto di lungo termine, che abbiamo da molti anni”, ha spiegato l’AD. “Pensiamo possa essere positivo per la performance di lungo termine, evitando di sederci sugli allori o diventare autoreferenziali e potendoci confrontare con il mercato”, ha aggiunto.

Mediobanca e Goldman Sachs sono i joint global coordinator.

(Elisa Anzolin)

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