April 6, 2018 / 11:19 AM / in 6 months

PUNTO 1-Inchiesta Eni Congo, perquisizioni Gdf a Milano, Roma e Montecarlo

(Aggiorna con commento Eni, indagati, dettagli)

MILANO, 6 aprile (Reuters) - Il Nucleo di polizia tributaria della Gdf di Milano ha effettuato nei giorni scorsi una serie di perquisizioni in sedi Eni a Milano e Roma e in domicili di persone coinvolte anche a Montecarlo nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla procura di Milano su presunte tangenti per appalti petroliferi del gruppo italiano in Congo.

Lo riferiscono due diverse fonti a conoscenza del dossier, confermando quanto pubblicato oggi dal Corriere della Sera, ed Eni stessa conferma le perquisizioni.

La società, indagata come persona giuridica per la legge 231 per il reato presupposto di corruzione internazionale, nel confermare le richieste di documenti e le perquisizioni in relazione “ad alcune attività in Congo nel 2009 e nel 2014”, attraverso un suo portavoce, “dichiara la propria totale estraneità da presunte condotte illecite in relazione alle operazioni oggetto di indagine” e afferma che “continuerà a fornire la propria collaborazione alla magistratura”.

Le fonti riferiscopno che l’inchiesta, condotta dai pm Sergio Spadaro e Paolo Storari, vede al momento sei indagati, fra i quali il capo delle attività di esplorazione e produzione di Eni, Roberto Casula, già fra gli imputati del processo sulle presunte tangenti Eni e Shell in Nigeria, che prenderà il via il mese prossimo a Milano.

Non è stato possibile al momento ottenere un commento dal legale di Casula, contattato per mail da Reuters.

La procura, dicono le fonti, ipotizza che dietro contratti cosiddetti di offset (quei contratti cioè, previsti dai paesi appaltanti che impongono alle società straniere vincitrici della gara l’affidamento di una quota di lavori ad aziende locali) si celassero tangenti a pubblici ufficiali congolesi.

Le società che la procura ipotizza fossero uno “schermo” sono la Aogc (Africa Oil and Gas Corporation) e la Wnr (World Natural Resource). Quest’ultima è la società cui Aogc cedette il 23% dei diritti di esplorazione, ed è la società che i pm ritengono di poter ricondurre a Roberto Casula, tramite un’altra manager Eni e un ex dirigente Agip.

Eni, attraverso un suo portavoce, “tiene infine a precisare di non avere avuto alcun rapporto con la società Wnr - World Natural Resources”.

(Emilio Parodi)

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