March 8, 2018 / 7:02 PM / 5 months ago

CORRETTO-PUNTO 1-Ferragamo, 2017 debole e difficile avvio 2018, famiglia non vende

(Corregge quota detenuta da famiglia)

MILANO, 8 marzo (Reuters) - Salvatore Ferragamo chiude il 2017 con una redditività in forte calo e avverte che l’avvio del 2018 è debole come la fine del 2017.

La famiglia Ferragamo, che controlla quasi il 70% dello storico marchio di calzature, ha però ribadito ancora una volta di non avere alcuna intenzione di vendere, sgombrando il campo da speculazioni che hanno contribuito spesso a sostenere il titolo in borsa.

E mentre lascia il gruppo l’AD Eraldo Poletto, che era stato chiamato un anno e mezzo fa per ristrutturare e rilanciare il gruppo ma è inciampato in una fase di transizione più lunga del previsto, il presidente Ferruccio Ferragamo assume ad interim le sue deleghe e annuncia che un nuovo amministratore delegato sarà scelto il prima possibile (ma “senza fretta”) al di fuori dell’azienda e della famiglia.

Intanto il Cda annuncia di voler adottare il sistema del voto maggiorato.

“E’ stato un anno intenso, ogni tanto siamo andati d’accordo, ogni tanto no, ma sono grato a Poletto per il lavoro fatto, per la sua dedizione, la sua conoscenza del mercato e del retail”, ha esordito il presidente in conference call sottolineando che il successore dovrà proseguire il lavoro avviato dall’AD uscente e dalla sua squadra di manager, che resta al suo posto.

Restano intanto i risultati deboli del 2017, soprattutto del quarto trimestre, sia in termini di ricavi (già pubblicati a febbraio) che di utili: l’Ebitda scende del 23,3% a 249 milioni, con un’incidenza sui ricavi del 17,8% dal 22,5% dell’anno prima. L’utile netto di pertinenza cala del 41,3% a 119 milioni (il quarto trimestre risente anche dell’impatto negativo per circa 13 milioni della riforma fiscale Usa). Il dividendo proposto è di 0,38 euro.

Secondo il consensus Reuters, gli analisti si aspettavano un Ebitda di 244 milioni, un utile di 132 milioni e un dividendo tra 0,4 e 0,43 euro dagli 0,46 euro distribuiti l’anno scorso.

Nessuna previsione quantitativa sul futuro è stata comunicata oggi dopo che nel 2017 per due volte il management ha dovuto avvertire il mercato che le cose andavano peggio delle attese; l’ultima volta, a dicembre, è stato sconfessato anche il target di medio termine di una crescita dei ricavi doppia rispetto al mercato, annunciata un anno fa nel primo incontro di Poletto con la comunità finanziaria.

Le attese per il 2018, dice la nota e hanno ribadito i manager in conference call, “vedono protrarsi la fase di transizione con il mantenimento del programma di investimenti volti al rilancio del brand e all’ottimizzazione dei processi”.

“Nel primo periodo dell’esercizio 2018 prosegue la tendenza sfavorevole riscontrata negli ultimi mesi dello scorso anno, anche per gli effetti negativi derivanti dall’apprezzamento dell’euro, unitamente ad un impatto negativo del mix di canali”, dice la nota.

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