March 29, 2017 / 12:45 PM / 2 years ago

PUNTO 1-Tap, necessario più dialogo con popolazione, ma energia serve a Paese - AD Eni

(Aggiunge riferimento a Val d’Agri)

RAVENNA, 29 marzo (Reuters) - Per la realizzazione del gasdotto Tap, che sta incontrando le forti proteste della popolazione locale nel Salento dove è previsto l’approdo dell’infrastruttura, occorre più dialogo anche se l’energia è centrale per lo sviluppo del Paese.

Parlando a margine dell’inaugurazione dell’Omc 2017 a Ravenna, l’AD di Eni, Claudio Descalzi, ha detto che la major italiana è abituata a queste discussioni e a contrasti con le comunità: “Nel 2001 producevamo come Eni 400.000 barili al giorno, in quindici anni siamo passati a 160.000 barili di olio e gas e non ci sono stati più sviluppi grossi. Molte società petrolifere internazionali sono andate vie, come Exxon, Shell è rimasta solo in Basilicata, mentre anche la Texaco è andata via. Forse c’è stato ... quasi un non dialogo e quello va fatto”, in riferimento alle proteste per la costruzione del gasdotto Tap.

In questi giorni Tap sta spostando gli ulivi necessari per l’avvio del cantiere in prossimità della spiaggia di Melendugno, in provincia di Lecce, dove approderà il gasdotto che porterà il gas azero a partire dal 2020, incontrando le proteste della popolazione locale contraria all’opera.

“Dobbiamo capire che l’Italia è densamente popolata e non ha spazio, non è il Texas e le cose devono essere spiegate meglio e seguite meglio e questo non è stato fatto. Ci siamo dimenticati che il gas negli anni 50 ha fatto crescere il Paese senza distruggere né paesaggi né turismo e Ravenna ne è una prova vivente. Si pensa che si possa vivere senza energia e che si possa creare senza costi. Oggi importiamo il 90-95% dell’energia e la paghiamo 3-4 volte in più degli altri. E se la paghiamo cara il nostro tessuto industriale muore perché non può competere e questo porta a una calo dell’occupazione”, ha concluso.

Il consenso serve anche per aumentare gli investimenti di Eni in Val d’Agri, in Basilicata. “C’è molto da investire in Val d’Agri, vogliamo investire, ci concentreremo per trovare maggior consenso sul territorio. Se troviamo dialogo possiamo investire, si possono investire miliardi e raddoppiare o triplicare la forza lavoro ma serve un clima positivo con la popolazione”, ha spiegato Descalzi. “A maggio-giugno voglio andare in Basilicata e vedere se si può fare un patto più ampio senza avere attacchi costanti. Forse gli attacchi sono colpa nostra, dobbiamo parlare con il territorio”, ha concluso il numero di Eni. (Giancarlo Navach)

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