January 12, 2017 / 11:24 AM / 2 years ago

PUNTO 2-Italia, produzione industria meglio di attese a novembre sostiene Pil

* Da settore probabile contributo positivo a crescita in
trim4
    * Per economisti perfomance è legata a domanda extra Ue

 (Aggiunge commenti)
    di Elvira Pollina e Valentina Consiglio
    MILANO/ROMA, 12 gennaio (Reuters) - L'andamento decisamente
migliore delle attese registrato dalla produzione industriale
italiana nel mese di novembre offre supporto al Pil nell'ultimo
trimestre del 2016, anno in cui l'economia italiana potrebbe
aver sfiorato una crescita di 1%.
    La produzione ha segnato un aumento di 0,7% su mese dopo
+0,1% di ottobre, dato rivisto al rialzo dalla variazione nulla
indicata inizialmente. La mediana delle attese degli analisti
prospettava per novembre una crescita di 0,3% su base mensile.
    Superiore alle stime (+2%) anche la variazione a perimetro
annuo, pari a +3,2% dopo +1,3% di ottobre. Nella media dei primi
undici mesi dell'anno la crescita è stata di 1,3% rispetto allo
stesso periodo del 2015.
    "A questo punto, anche immaginando una correzione
congiunturale appena oltre l'1% a dicembre, l'ultimo trimestre
si chiuderebbe con una stabilizzazione o una crescita marginale
della produzione", commenta Loredana Federico, economista di
UniCredit, secondo cui il dato odierno è in buona parte
ascrivibile ad un'accelerazione della domanda estera,
soprattutto extra Ue. 
    Ed in questo senso gioca a favore il recente deprezzamento
dell'euro, per effetto delle politiche monetarie espansive della
Banca centrale europea, mentre Federal Reserve sembra ormai aver
intrapreso la strada di una graduale rialzo dei tassi. 
    "Il cambio è sicuramente un fattore che sta a giocando a
favore del made in Italy, in un contesto in cui le pressioni sui
salari sono sotto controllo", comemnta Paolo Pizzoli, economista
di Ing.
    
    
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    Per alcuni grafici sull'economia italiana clic su
    tmsnrt.rs/2bxVe8n
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    Il rischio che l'ultima frazione dell'anno potesse
evidenziare un assestamento dell'industria dopo la solida
perfomance nei mesi estivi -- nel terzo trimestre la produzione
ha segnato un'espansione di 1,3% congiunturale -- appare dunque
scongiurato ed è verosimile che il settore possa aver
contribuito positivamente all'andamento del Pil negli ultimi tre
mesi del 2016.
    Già prima del dato odierno gli economisti avevano segnalato
la possibilità --  a questo punto rafforzatasi -- di archiviare
l'anno con un incremento del Pil di 0,9%, oltre il target di
0,8% indicato dal governo nell'ultima nota di aggiornamento al
Documento di Economia e Finanza, che aveva mandato in soffitta
l'obiettivo di un Pil in crescita di 1,2%.
    A seguito dei numeri odierni, Barclays ha rivisto al rialzo
la stima di Pil nel quarto trimestre, portandola a +0,2%, con
rischi verso l'alto, da +0,1%% della precedente proiezione. 
    Tornando all'industria, i numeri italiani si inseriscono in
un contesto che appare complessivamente positivo per il settore
a livello globale. 
    Nella zona euro, in particolare, a novembre la produzione
industriale è cresciuta di 1,5% su mese, ben oltre le attese
(+0,5%) e le indagini del settore suggeriscono una prosecuzione
della fase espansiva a dicembre.
    
     2017 TRA INCOGNITE E CONTINUITA'
     Il 2017 inizia dunque con buoni auspici, anche se non
mancano le incognite, di natura essenzialmente politica, che
potrebbero pregiudicare una ripresa più sostenuta degli
investimenti.
    Dopo la caduta del governo guidato da Matteo Renzi, a
seguito della sconfitta al referendum costituzionale, l'Italia
potrebbe tornare al voto nei prossimi mesi, aggiungendosi così a
Francia e Germania, in una fase politica di crescente consenso
per le forze euroscettiche e anti-establishment.
    Quest'anno, inoltre, si dispiegheranno gli effetti dei due
grandi sconvolgimenti politici che hanno contraddistinto l'anno
scorso, ovvero la Brexit e la vittoria di Donald Trump alle
presidenziali Usa. 
    "Al netto del rischio politico - che peraltro è sempre
presente - al momento il 2017 si prefigura un anno molto simile
dal punto di vista dei fondamentali a quello che si è appena
chiuso", sintetizza Pizzoli.
    Secondo Paolo Mameli, economista di Intesa Sanpaolo,
l'obiettivo di crescita del Pil fissato dal governo per
quest'anno non è impossibile da raggiungere.
    "Ci attendiamo, rispetto all'anno, passato una diversa
composizione della domanda con una minore spinta di quella
domestica e dai consumi in particolare, compensata dal venire 
meno del freno rappresentato negli ultimi due anni da commercio
estero e scorte", scrive in una nota.
    
    
    
    
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