November 13, 2013 / 8:18 AM / 7 years ago

Filippine, 5 giorni dopo il tifone aumentano saccheggi

TACLOBAN, Filippine, 13 novembre (Reuters) - Nelle isole delle Filippine colpite dal passaggio del devastante tifone Haiyan, la disperazione regna mentre si riducono le stime sulle vittime, aumentano i saccheggi e i sopravvissuti, che da cinque giorni chiedono cibo, acqua e medicine, hanno iniziato anche a dissotterrare le condutture idriche.

Il presidente filippino Benigno Aquino ha detto che le autorità locali hanno sovrastimato il numero di vittime provocate dalla più potente tempesta mai registrata, affermando che il bilancio è tra i 2.000 e i 2.500 morti piuttosto che alla cifra iniziale di 10.000. Ma le dichiarazioni di Aquino provocano scetticismo tra gli operatori umanitari.

Otto persone sono morte oggi nel corso di un saccheggio in un deposito governativo di riso nella cittadina di Alangalang, che ha provocato il crollo parziale dell’edificio, hanno riferito le autorità locali.

I saccheggi hanno riguardato anche depositi di aziende alimentari a Palo in Leyte, oltre a un deposito di riso di Jaro.

Le truppe inviate dal governo per riportare l’ordine a Tacloban, Nella zona più colpita dal tifone, hanno sparato in aria per disperdere folle di persone impegnate in saccheggi, come mostrano immagini tv.

L’amministratore di Tacloban, Tecson John Lim, ha detto che il 90% della città costiera, che conta 220.000 abitanti, è andato distrutto, e che solo il 20% dei residenti sta ricevendo aiuti. E i saccheggi ora colpiscono case private, perché i magazzini sono vuoti.

Alcuni abitanti hanno anche dissotterato delle condutture idriche alla disperata ricerca di acqua potabile.

Una sopravvissuta, Rachel Garduce, dice che gli aiuti - 3 chili di riso e 1 litro di acqua a famiglia - non sono sufficienti.

Il governo intanto sta cercando di definire quante siano effettivamente le vittime del disastro. Il presidente Aquino ha detto alla tv Cnn di ritenere eccessiva la stima di 10.000 morti fornita all’inizio dalle autorità locali, ma ha ammesso che mancano ancora i dati di 29 comuni.

I dati ufficiali parlano oggi di 1.883 morti e 84 dispersi, ma gli operatori umanitari ritengono tale cifra ampiamente imprecisa.

Per Gwendolyn Pang, segretaria generale della Croce Rossa delle Filippine, il numero dei morti potrebbe essere addirittura superiore ai 10.000, perché mancano ancora informazioni da numerose località. Secondo la stima preliminare della Croce Rossa, si contano al momento 22.000 dispersi.

(Andrew R.C. Marshall e Stuart Grudgings)

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