September 12, 2012 / 9:23 AM / 7 years ago

PUNTO 5 - Libia, morto ambasciatore Usa in attacco a Bengasi

(Aggiorna con dettagli)

BENGASI, 12 settembre (Reuters) - L’ambasciatore Usa in Libia e altre tre persone dello staff diplomatico sono stati uccisi ieri sera a Bengasi, nell’assalto al consolato e a un rifugio durante una protesta contro un film Usa ritenuto blasfemo da fondamentalisti islamici.

Uomini armati hanno appiccato il fuoco al consolato Usa nella città da cui ha avuto inizio la rivolta contro l’ex leader libico Muammar Gheddafi mentre un’altra protesta scoppiava all’ambasciata americana al Cairo, in Egitto.

Più tardi a Tunisi, la polizia ha sparato lacrimogeni e proiettili di gomma nei pressi dell’ambasciata americana per disperdere una analoga protesta contro la pellicola, come riferito da un reporter Reuters.

L’ambasciatore statunitense in Libia Christopher Stevens è stato ucciso nell’attacco, anche se non è chiaro come o dove sia morto.

La pellicola, promossa da un pastore americano, descrive Maometto come uno sciocco e in un estratto finito su YouTube, si vede Maometto in quella che sembra una scena di sesso con una donna.

Si crede che l’attacco possa essere stato compiuto da Ansar al-Sharia, un gruppo sunnita fondamentalista islamico che si ispira ad al Qaeda e attivo a Bengasi, secondo quanto riferito da un funzionario della sicurezza libico. Secondo dei testimoni, tra gli assalitori ci sarebbero uomini delle tribù, miliziani e altri uomini armati.

Il presidente Usa Barack Obama - che ha definito gli omicidi un “oltraggio” - ha ordinato di incrementare la sicurezza nelle missioni diplomatiche di tutto il mondo mentre scuse per l’accaduto sono arrivate dal presidente dell’assemblea nazionale libica Mohammed Magarief.

“Ho incaricato direttamente la mia amministrazione di fornire tutte le risorse necessarie a sostenere la sicurezza del nostro personale in Libia e aumentare la sicurezza in tutte le missioni”, si legge in un comunicato del presidente.

“Gli Stati Uniti respingono i tentativi di denigrare le credenze religiose altrui, ma si oppongono in maniera inequivocabile alla violenza senza senso che uccide impiegati pubblici”.

L’azione è stata condannata con la massima fermezza dall’Italia. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in un messaggio di cordoglio al presidente Usa Barack Obama, ha parlato di un “vile atto terroristico, che merita la più ferma esecrazione” e che “colpisce l’impegno degli Stati Uniti e degli altri Paesi della comunità internazionale, ad iniziare dall’Italia, per sostenere la ricostruzione della Libia e la sua transizione democratica”.

Dura anche la reazione del premier Mario Monti che in precedenza aveva detto: “Condanniamo con la massima fermezza questo efferato gesto e rimarremo a fianco delle autorità della nuova Libia democratica che non lesineranno gli sforzi per impedire che il nuovo corso libico sia preso in ostaggio”.

Le violenze a Bengasi hanno fatto seguito alle proteste nel vicino Egitto, dove i manifestanti hanno scalato i muri dell’ambasciata Usa del Cairo e hanno abbattuto la bandiera americana per poi bruciarla, durante le proteste contro il filmato Usa.

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