11 giugno 2010 / 10:59 / tra 7 anni

PUNTO 4 - Fiat, su Pomigliano intesa o chiusura, conferma target

(aggiunge altre dichiarazioni Marchionne,ripresa trattativa)

di Giancarlo Navach e Alberto Sisto

VENEZIA/ROMA, 11 giugno (Reuters) - Le vendite di Fiat FIA.MI a giugno stanno tenendo lo stesso ritmo segnato a maggio e per il secondo trimestre del 2010 la casa torinese conferma i target, così come per l‘intero anno.

Quanto allo stabilimento di Pomigliano la posizione dell‘azienda torinese è chiara: o si trova un‘intesa o si chiude, mentre a Roma prosegue una difficile trattativa dell‘azienda con i sindacati sul futuro dello stabilimento campano. I colloqui sono ora ripresi dopo un‘ora di sospensione nel tardo pomeriggio.

Della situazione dell‘azienda torinese ha parlato oggi a più riprese l‘Ad Sergio Marchionne, giunto stamani all‘isola di San Clemente, dove si è svolto il consiglio per le relazioni fra Italia e Stati Uniti, di cui il manager italo canadese è co-presidente.

Hanno partecipato al workshop di Venezia anche il membro della Bce, Lorenzo Bini Smaghi, gli Ad di Intesa Sanpaolo (ISP.MI) e di Eni (ENI.MI), Corrado Passera e Paolo Scaroni, il presidente di Pirelli PECI.MI, Marco Tronchetti Provera.

“Stessi ritmi di maggio a giugno”, ha detto Marchionne a proposito delle vendite, sottolineando che dall‘1 gennaio 2011 ci sarà la quotazione di Fiat Industrial, la newco nata dalla scorporo delle attività non auto e quindi di due società a Piazza Affari.

Per quanto riguarda Chrysler nel 2010 presenterà 16 nuovi modelli, compresi i restyling, ha sottolineato l‘AD commentando indiscrezioni di stampa, che parlavano di 10 nuovi modelli.

FIAT INDUSTRIAL, PER FINANZIAMENTO APPOGGIO DA BANCHE

“Per la Ipo di Fiat Industrial va tutto bene ed è tutto confermato”, ha detto.

Nessun problema anche per il finanziamento dell‘operazione. “Va benissimo. Abbiamo un appoggio di un gruppo di banche internazionali per fare il passaggio, ma poi eventualmente ritorneremo sui mercati pubblici per finanziare il tutto”.

Lo spinoff delle attività del gruppo Fiat prevede anche il relativo spinoff dei debiti del gruppo.

”Il mercato è in discesa di circa il 10-15% sul 2009 e prevediamo una ripresa dal 2011 e lentamente, che è già inclusa nelle nostre previsioni. Non ci siamo illusi di niente. E’ un mercato molto, molto difficile“, ha spiegato il manager ai giornalisti. Poi ha aggiunto: ”Confermiamo le previsioni per il 2010, ma l‘Europa non è un grande mercato.

POMIGLIANO: PER ACCORDO O CHIUSURA

E’ ripresa poco fa la trattativa a Roma fra azienda e sindacati, dopo una sospensione “tecnica”, per sciogliere i nodi che bloccano l‘accordo per lo stabilimento campano. La Fiat dovrebbe produrre la nuova Panda a partire dal prossimo anno nello stabilimento campano, trasferendola dalla Polonia, con una nuova organizzazione produttiva che assorbirebbe interamente l‘attuale organico.

Due fonti sindacali hanno detto che la Fiat “non vede al momento elementi positivi sulla condivisione del documento da parte dei sindacati”. Sugli ultimi sviluppi della trattativa si è così espresso l‘Ad di Fiat, cmmentando l‘ora di pausa nelle discussioni di questa sera: “Aspettiamo che riprendano. Spero che ci si metta d‘accordo: siamo preparati, il discorso è chiaro, siamo andati lì per chiudere stasera”.

Stamani, appena giunto a San Clemente, il manager ha detto senza mezzi termini che se non si trova un accordo ci sarà la chiusura: “Per Pomigliano oggi è una giornata importante, speriamo. I sindacati lasciamoli parlare e negoziare poi vediamo. Siamo alla fine dei tempi. Questa macchina devo farla partire. Continuo a ripeterlo c’è un limite a tutto e il più presto possibile”, ha sottolineato il numero uno del Lingotto.

Poi l‘affondo: “Che cos‘altro dovremmo fare a parte chiudere? giocare a pallone forse? Io costruisco auto e se non le produco lì le produrrò da un‘altra parte. Ci sono un sacco di posti che amerebbero avere la produzione di auto. La Serbia, per esempio o la Polonia. Quanti costruttori europei avete visto che trasferiscono la produzione dall‘Europa dell‘Est?”, ha concluso il manager accompagnato dal presidente della Fiat, John Elkann.

Ma Fiat spera in un accordo. “La nostra intenzione chiara è trovare l‘accordo. Siamo partiti così quando abbiamo annunciato il programma, il 21 aprile, e spero che non rimanga insabbiato adesso”, ha poi aggiunto nel pomeriggio. “Sarebbe un peccato enorme non solo per la Fiat, ma anche per il paese”.

“La discussione ha a che fare solo con Pomigiano. Gli altri stabilimenti non sono in discussione; ce la stiamo mettendo tutta, ma lasciateli lavorare” ha aggiunto.

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