14 maggio 2010 / 13:47 / 7 anni fa

IPO, terreno resta fertile, ma volatilità rende cruciale timing

* Fondamentali favorevoli a Ipo, ma volatilità frena

* Fideuram verso rinvio dopo estate, altri riflettono

* Vari cantieri aperti, forse pochi si chiuderanno

di Massimo Gaia

MILANO, 14 maggio (Reuters) - Anche in Italia il terreno rimane di fondo favorevole alle Ipo, ma la volatilità dei mercati che ha caratterizzato gli ultimi tempi non favorisce i collocamenti e crescono le probabilità che i processi in corso vengano congelati almeno sino a dopo l‘estate. In questo contesto, assumono ancor più rilevanza timing, prezzo e valutazione della storia della società.

E’ il risultato di un giro d‘orizzonte che Reuters ha compiuto fra i soggetti che agiscono in questo mercato.

DOPO BLACKOUT C‘E’ VOGLIA DI TORNARE SUL MERCATO

La crisi economico-finanziaria ha provocato un blackout delle quotazioni che è durato praticamente due anni. Altrove - Stati Uniti, Asia, Gran Bretagna, Europa continentale - le Ipo sono ripartite, anche a gran ritmo, tra la fine dell‘anno scorso e i primi mesi del 2010. L‘Italia è rimasta al palo. Ma la pipeline è lunga. Anche perché, segnalano varie fonti, chi aveva congelato l‘iter nel 2008 ha ripreso in mano il dossier.

Il tracollo delle borse della settimana scorsa, seguito dal maxi-rimbalzo di lunedì e da nuovi ribassi, ha rimescolato le carte, ponendo dubbi sull‘accoglienza che il mercato potrebbe riservare alle Ipo.

“Non vi è ancora una view chiara su come si svilupperà il mercato nelle prossime settimane”, afferma Walter Sperb, responsabile dell‘asset management di Credit Suisse in Italia. “C’è una volatilità enorme. Non sembra essere il momento più adatto per gli investitori per entrare sull‘azionario”.

Nei fondamentali di base il mercato è fertile per le Ipo, puntualizza però un banker che preferisce restare anonimo. “C’è incrocio fra domanda e offerta, c’è molto denaro che deve essere spostato sull‘equity”.

Ma un altro banchiere ammette che “la volatilità non facilita il collocamento di qualsiasi tipo di emissione. Detto questo, dopo il blackout, molti sono desiderosi di tornare sul mercato. E la liquidità non manca”.

Stefano Bellavita, managing director di Eidos Partners obietta che “quello che è successo nelle ultime due settimane non cambia di molto il quadro”. Per il manager della società di advisory - che nel 2009 ha accompagnato Yoox YOOX.MI a Piazza Affari - “le oscillazioni di questi giorni hanno chiaramente rallentato o cancellato quelle operazioni che erano sul mercato o prossime ad essere chiuse”.

Sfidare il mare in burrasca la settimana scorsa, dunque, sarebbe stato impossibile anche per un transatlantico. Ma per le operazioni partite più di recente, Bellavita sottolinea: “va detto che un processo dura minimo sei-otto mesi, è abbastanza improbabile che sbalzi di volatilità, per quanto importanti, influenzino la decisione. Certo è che non aiutano”.

FIDEURAM VERSO RINVIO, ALTRI RIFLETTONO

Scendendo dal generale al particolare, la pipeline italiana prevedeva che entro l‘estate approdassero a Piazza Affari, nell‘ordine, Fideuram e Kos. La società del gruppo Intesa Sanpaolo (ISP.MI) attiva nel risparmio gestito costituisce il vero banco di prova dell‘appetito del mercato.

Due fonti vicine al dossier hanno riferito ieri che si va verso un rinvio dell‘Ipo di Fideuram “a dopo l‘estate”. Fonti finanziarie aggiungono che Intesa Sanpaolo “sta seriamente riflettendo” su uno slittamento. Un portavoce di Intesa Sanpaolo ha commentato che le attività relative al progetto di quotazione proseguono regolarmente.

Quello delle Ipo, sintetizza un terzo banker, “diventerà sempre più un mercato della finestra giusta”: per quanto riguarda Fideuram, l‘asset management “è una proxi del mercato, che guadagna sulla capacità di intermediare il mercato, e la scorsa settimana si è visto che il mercato non può essere intermediato a beneficio del retail”. Quindi, conclude, “non mi stupirei se ci fosse una buona riflessione” sui tempi del listing.

Dopo la controllata di Intesa dovrebbe arrivare Kos: la società della sanità che fa capo a Cir (CIRX.MI) ha depositato la richiesta di ammissione il 31 marzo scorso. Le dimensioni contenute del collocamento e la storia dell‘azienda, secondo diverse fonti, potrebbero consentire alla holding di rispettare i programmi, ma le incognite non mancano.

Dopo l‘estate, poi, dovrebbe essere la volta di Moby, che ha presentato domanda il 16 aprile scorso. Quindi, stando a varie fonti, toccherà a Giochi Preziosi. Infine, verso la fine dell‘anno o forse nel 2011, sarà la volta di Enel Green Power (ENEI.MI), operazione che, secondo quanto detto dai vertici di Enel, potrebbe valere oltre 4 miliardi di euro.

I tempi relativamente lunghi dello sbarco a Piazza Affari spostano in là il momento delle decisioni per Enel Green Power ma secondo una fonte finanziaria alcuni insuccessi visti in Europa “inducono a riflettere su quella che si candida ad essere la maggiore operazione (nel vecchio continente)”.

Tuttavia, aggunge, Mediobanca ed Enel “hanno lavorato sottotraccia negli ultimi 30-45 giorni” in vista del filing e “Mediobanca punta ad aggregare altri joint global coordinator, mettendo sul tavolo un prodotto pronto”.

Nei giorni scorsi, fonti finanziarie avevano parlato a Reuters anche di un‘ipotesi - parallela o alternativa - di ingresso di partner finanziari e/o industriali nel capitale della controllata per le rinnovabili di Enel.

Prima dell‘ultima crisi greca, dicono comunque diverse fonti, varie società che avevano abbandonato il progetto di quotazione ora stanno tirando fuori dal cassetto i dossier. Le fonti, in particolare, parlano di Grandi Salumifici Italiani (Gsi) e Rainbow, la società delle Winx. Senza contare chi da tempo ha in mente di approdare a Piazza Affari, ad esempio Ferragamo.

“Le ultime due settimane sembrano aver imposto un rallentamento a tutte le operazioni”, nota Andrea Marani dello studio legale Gianni Origoni Grippo & Partners. “Penso che bisognerà aspettare dopo l‘estate per immaginare un flusso di Ipo, ma non posso escludere tentativi sporadici”.

“La quotazione è un‘operazione strategica”, conclude Bellavita di Eidos. “Se ci sono un progetto e una storia definiti, si va avanti”. Il dato positivo del 2010 è che “i cantieri sono aperti. Qualcuno arriverà alla fine, temo non moltissimi”.

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