December 11, 2018 / 12:03 PM / 9 months ago

Sirti, ricavi 2018 sotto stime ma ebitda margin sopra, guarda a ipo ma prima M&A

MILANO, 11 dicembre (Reuters) - Sirti si avvia a chiudere il 2018 con un fatturato inferiore alle previsioni, ma con un ebitda margin leggermente superiore, si avvicina a mettere a segno un’operazione di M&A e guarda al ritorno a Piazza Affari nel medio termine.

E’ quanto ha illustrato il management della società attiva nel mercato delle infrastrutture, nel corso di un incontro con la stampa.

Sirti aveva presentato il piano strategico 2018-2020 nel marzo scorso.

Rispetto alle previsioni di nove mesi fa, ha spiegato l’amministratore delegato, Roberto Loiola, “registreremo circa 20 milioni di ricavi in meno, dunque circa 650 milioni, dovuti quasi interamente al calo degli investimenti del nostro principale cliente”, ovvero Tim.

Dal punto di vista della profittabilità, invece, posto che l’anno non è ancora finito, le cose dovrebbero essere andate meglio delle attese: l’ebitda margin dovrebbe attestarsi al 5,3%, rispetto al 5,1% stimato.

Loiola ha descritto l’evoluzione del business, che dal focus storico delle infrastrutture tlc vede crescere progressivamente il peso degli altri comparti, ovvero energia e utilities, trasporti e trasformazione digitale. E ha dettagliato i contratti più recenti ottenuti da clienti storici, come Terna e Snam, e da nuovi come Ferrovie dello Stato, Open Fiber (Enel) e Wind3.

Per quanto riguarda l’ipotesi di scorporo della rete di Tim e fusione con quella in costruzione di Open Fiber, Loiola si è limitato a dire che Sirti “è ben posizionata”. John Davison, founder e ceo di Pillarstone (azionista unico di Sirti, di cui Davison è presidente), ha sottolineato che il gruppo “non intende fare concorrenza ai clienti”.

Sirti punta molto sul settore trasporti. E, in questo senso, Loiola si è detto “preoccupato dai ritardi sull’alta velocità”.

Dal punto di vista geografico, il gruppo è uscito da Libia, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, ed è entrato in Romania.

In prospettiva, Sirti punta a tornare un’azienda quotata: “A un certo punto dello sviluppo un’ipo sarà sensata” ha argomentato Davison. “Ma non c’è una tabella di marcia; diciamo più quattro anni che un anno”.

Più a breve — “questione di mesi, non di anni”, ha precisato l’AD — Sirti dovrebbe mettere a segno un’acquisizione. Loiola e Davison hanno detto di guardare soprattutto alle soluzioni digitali.

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