5 marzo 2016 / 17:51 / 2 anni fa

Pop Vicenza approva Spa, aumento e Ipo, sfida turbolenza mercati

* Aumento capitale fino a 1,75 miliardi in seconda metà aprile

* Prezzo nuove azioni con bookbuilding, 50% a istituzionali

* Trasformazione in Spa votata con 82% consensi

*

di Andrea Mandalà

GAMBELLARA (VI), 5 marzo (Reuters) - Al termine di un‘assemblea fiume i soci di Pop Vicenza hanno dato il via libera al pacchetto di misure che include trasformazione in Spa, aumento di capitale e quotazione, necessario per mettere la banca in sicurezza e evitare immediati interventi della Vigilanza.

Nei capannoni della Perlini Equipment a Gambellara, a circa 30 chilometri da Vicenza, si sono presentati quasi 6.000 azionisti (oltre 11.000 con le deleghe), e in un clima di nervosismo e rabbia dei soci che hanno visto un taglio dell‘87% del valore delle azioni, i voti favorevoli ai diversi punti all‘ordine del giorno hanno superato l‘80%.

Una percentuale inferiore a quella plebiscitaria registrata a dicembre scorso dalla vicina Veneto Banca ma comunque frutto della paura dei soci su un eventuale bail-in, come prospettato dalla stessa Bce con una missiva inviata al Cda della banca lo scorso 24 febbraio e letta oggi in assemblea.

“Se tutti i punti all‘ordine del giorno non saranno approvati andremo incontro a una perdita di valore non solo delle nostre azioni ma anche degli strumenti di debito, come già accaduto per altre banche in Italia”, ha dichiarato in avvio assemblea il presidente Stefano Dolcetta, mentre l‘AD Francesco Iorio ha parlato di “scenari che non voglio neanche ipotizzare”.

Dopo Ubi e Veneto Banca, Pop Vicenza è la terza popolare in ordine di tempo ad ottemperare alle prescrizioni della riforma del settore che obbliga gli istituti cooperativi con attivi sopra 8 miliardi a trasformarsi in Spa entro la fine di quest‘anno.

L‘aumento di capitale fino a circa 1,75 miliardi (compresa l‘opzione di sovrallocazione, incentivi e fidelizzazione) è necessario per riportare il coefficiente patrimoniale CET1 sopra il 12% dall‘attuale 6,65%, (ben sotto target Srep della Bce del 10,25%), livello che risente dello stralcio imposto dalla Bce del capitale raccolto facendo ricorso a finanziamenti erogati dalla banca. Un meccanismo quest‘ultimo, al centro di indagini della magistratura nei confronti degli ex vertici, tra cui l‘ex presidente Gianni Zonin, l‘ex Dg Samuele Sorato.

Lo schema della ricapitalizzazione prevede una quota del 45% riservato agli azionisti, il 50% ad investitori istituzionali e il restante 5% ad investitori retail (non azionisti).

CONTESTO BORSE NEGATIVO MA IPO STRADA OBBLIGATA

L‘aumento, garantito da UniCredit, avverrà nel contesto della quotazione prevista entro fine di aprile, con il metodo bookbuilding che definirà una forchetta di prezzo immediatamente prima dell‘Ipo. Una tempistica quasi contestuale a quella prevista da Veneto Banca.

“E’ evidente che ci troviamo ad affrontare una situazione molto difficile sui mercati. Il tempo è brutto ma bisogna andare in borsa e sono sicuro che sarà un successo”, ha detto Iorio sottolineando di avere avuto riscontri positivi dal roadshow a New York e che l‘ingresso di investitori istituzionali rappresenta “un‘opportunità e non un rischio”.

Tra gli altri potenziali investitori, la Fondazione Cariverona è attenta a seguire il processo di risanamento dell‘istituto berico, così come guarda con interesse a tutto il mondo delle popolari del territorio.

VIA LIBERA A SPA CON 81,95% VOTI FAVOREVOLI

Nei dettagli delle singole votazioni principali poste all‘ordine del giorno, la trasformazione in Spa è stata votata dai soci presenti con l‘81,95% dei consensi, l‘aumento di capitale con l‘87,15% e la quotazione con l‘87,19%.

Agli azionisti che non hanno concorso alla delibera sul nuovo statuto spetta un diritto di recesso con prezzo fissato in 6,3 euro per azione rispetto ai 48 euro fissati dall‘istituto ad aprile scorso (a sua volta ridotto dai 62,5 euro precedenti).

Si tratta tuttavia di un valore teorico in quanto l‘istituto, alla luce del deficit patrimoniale, si è avvalso della facoltà prevista dalla riforma di non procedere al rimborso.

Nel corso dell‘assemblea Iorio ha difeso il suo operato, sottolineando il rinnovamento manageriale già effettuato e la collaborazione con la magistratura.

“Mi sento assolutamente sereno, il tempo sarà galantuomo in tale senso, non bisogna avere fretta ma pazienza e fare le cose con calma e per bene in stretta collaborazione con la giustizia che sta facendo un ottimo lavoro”, ha detto l‘AD.

Il manager ha inoltre cercato di fornire rassicurazioni sulla disponibilità della banca a valutare forme di risarcimento per la mancata esecuzione degli ordini di vendita delle azioni, tra le questioni più contestate dagli azionisti. “La banca ha già ricostruito l‘esatta cronologia degli ordini di vendita, quelli che sono stati scavalcati saranno adeguatamente risarciti”, ha detto.

“In tempi rapidi la banca aprirà dei tavoli di confronto per valutare quello che è successo in capo ai diversi soci”, ha concluso Iorio.

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