1 ottobre 2014 / 14:53 / tra 3 anni

Intercos, 50% proventi aumento Ipo per ridurre debito

MILANO, 1 ottobre (Reuters) - Il 50% delle risorse che Intercos raccoglierà con la parte di Ipo in aumento di capitale saranno destinate al rimborso di un finanziamento, mentre il resto sarà impiegato per rafforzare la struttura finanziaria della società, per sostenere il piano di investimenti e per cogliere le opportunità strategiche e di sviluppo.

E’ quanto emerge dal prospetto informativo che è stato pubblicato oggi sul sito, dopo aver ottenuto ieri il via libera da Consob. L‘offerta, riservata esclusivamente a investitori istituzionali, era già partita lunedì.

La forchetta di prezzo è stata fissata tra 3,5 e 4,5 euro per azione.

Intercos, che produce e commercializza b2b cosmetici, offre 48 milioni di azioni. La maggior parte (per un massimo di 30 milioni di azioni) sarà venduta dagli attuali azionisti (società che fanno capo al fondatore Dario Ferrari), che potrebbero così raccogliere fino a 135,6 milioni. Il resto (fino 18,28 milioni di azioni) arriverà da un aumento di capitale, che potrebbe portare nelle casse della società fino a 82,3 milioni di euro. In tutto l‘offerta potrebbe arrivare a un valore di 217 milioni, esclusa la greenshoe.

La forchetta di prezzo, fissata a 3,5-4,5 euro, attribuisce alla società una capitalizzazione tra 383,6 e 493,2 milioni di euro. Una tale valorizzazione corrisponde a un rapporto tra enterprise value ed Ebitda tra le 10,2 e le 12,1 volte e a un multiplo P/E tra 52,4 e 67,4 volte, calcolati sulla base dei risultati 2013. Il prospetto segnala quindi che il multiplo P/E è scarsamente significativo, dal momento che l‘utile è stato “influenzato da oneri non ricorrenti, prevalentemente riferibili alla chiusura dello stabilimento di Limbiate”.

LA TRANSAZIONE CON EURAZEO

Il 14 maggio scorso Dafe 5000, controllata sempre da Dario Ferrari, ha acquistato da Eurazeo la partecipazione in Intercos, pari al 40% delle azioni ordinarie e al 20% del capitale sociale, a un prezzo che prevede una componente fissa di 32,5 milioni più una componente variabile. Nel bilancio 2013 Eurazeo valuta la propria partecipazione intorno ai 32,3 milioni, valore nettamente inferiore a quell attribuito a Intercos dalla forchetta di prezzo dell‘Ipo per la stessa quota.

La società ha archiviato il 2013 con ricavi a 329,8 milioni di euro, in crescita rispetto ai 296 milioni realizzati nel 2012 (dati riesposti), e un risultato operativo a 21,88 milioni, in calo rispetto ai 23,75 milioni di un anno prima.

I RISCHI DELL‘IPO

Nella sezione che il prospetto informativo dedica come di consueto ai ‘rischi’, si citano, tra gli altri, le incertezze legate all‘assenza di contratti pluriennali e quelle alla concentrazione dei clienti. Si mette inoltre in evidenza come il gruppo abbia un‘esposizione debitoria verso istituti di credito e verso il Ministero dello Sviluppo Economico, a livello consolidato, pari a circa 200 milioni in tutto, e i rischi legati al contratto di finanziamento a medio e lungo termine con un pool di banche guidato da Banca Imi (che è anche global coordinator dell‘operazione).

Dal prospetto informativo emerge inoltre che le commissioni riconosciute al consorzio di collocamento potrebbero arrivare fino a 7 milioni e che le altre spese relative all‘operazione, sostenute dall‘emittente, saranno pari a circa 5 milioni.

Il debutto in Borsa è previsto per il 15 ottobre.

(Elisa Anzolin)

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