16 dicembre 2013 / 12:12 / 4 anni fa

PUNTO 2-Moncler sfiora +50% in giorno debutto, vale oltre 3,7 mld

(Riscrive con chiusura titolo)

MILANO, 16 dicembre (Reuters) - Nel giorno del debutto a Piazza Affari Moncler guadagna quasi il 50% rispetto al prezzo di collocamento, che era stato già fissato al massimo della forchetta indicativa, a 10,20 euro.

In chiusura, il titolo è balzato del 46,76%, a 14,97 euro, dopo aver segnato un massimo di 15,47 euro, nonostante Borsa Italiana avesse vietato l‘immissione di ordini senza limite di prezzo.

Molto intensi gli scambi: sono passati di mano oltre 31 milioni di pezzi, pari a quasi la metà delle azioni offerte in Ipo (66,8 milioni) prima della greenshoe.

A questo livello di prezzo Moncler vale oltre 3,7 miliardi di euro, rispetto ai 2,55 miliardi fotografati dal prezzo di Ipo.

Praticamente scontato l‘esercizio della greenshoe. “Visto l‘andamento del titolo, è probabile che già nei prossimi giorni sia esercitata, ma non oggi”, spiega una fonte finanziaria.

Le banche che hanno accompagnato Moncler alla quotazione e che, quindi, come joint global coordinator hanno diritto all‘esercizio della greenshoe, sono Mediobanca, BofA Merrill Lynch e Goldman Sachs.

Dopo il pieno di ordini fatto durante l‘Ipo, con una raccolta che ha superato di circa 27 volte l‘offerta (31 volte l‘offerta istituzionale e 14 volte la parte retail), non si placa la fame degli investitori per il brand dei piumini.

Probabilmente a comprare sono stati anche molti degli operatori restati a bocca asciutta durante il collocamento: infatti, sono arrivate domande da 744 investitori istituzionali, ma solo 164 hanno ricevuto azioni (10 italiani e 154 esteri, secondo una nota della società della scorsa settimana).

“Molti fondi stanno cercando di costruirsi una posizione”, spiega una fonte vicina alla situazione.

Festeggiano, invece, coloro che sono riusciti a entrare in fase di Ipo e già vedono l‘investimento dare frutti.

Remo Ruffini, presidente e amministratore delegato della matricola di Piazza Affari, a margine della cerimonia d‘apertura ha spiegato che tra i soci ci sono “tanti imprenditori della moda, i più bei nomi del mondo italiano”.

Una fonte vicina alla situazione ha spiegato che tra i nuovi azionisti di Moncler ci sono anche Ferragamo, Zegna, Loro Piana e Renzo Rosso, Bernard Arnault di Lvmh, oltre che importanti fondi sovrani, come quelli di Qatar, Singapore, Abu Dhabi e Cina.

Va ancora meglio per chi è entrato nel capitale prima dell‘avvio del processo di quotazione, come la Tip di Gianni Tamburi, che ad agosto aveva rilevato il 14% di Ruffini Partecipazioni (la holding dell‘AD che ha in pancia il 32% circa di Moncler) sulla base di una valutazione della partecipata di circa 2,3 miliardi.

Di sicuro hanno brindato gli azionisti venditori (e probabilmente continuano a farlo, visto che sono ancora presenti nell‘azionariato), come Eurazeo, che due anni fa ha comprato il 45% del gruppo sulla base di un enterprise value di oltre 1,2 miliardi di euro, facendolo desistere dalla quotazione.

Con l‘Ipo di Moncler, gli azionisti Eurazeo, Carlyle e Mittel hanno raccolto circa 785 milioni di euro (inclusa l‘opzione di sovrallocazione).

In quella che è la maggiore Ipo a Piazza Affari dal debutto di Enel Green Power, Banca Imi, Jp Morgan, Nomura e Ubs hanno agito in qualità di joint bookrunner, Bnp Paribas, Equita Sim e Hsbc in qualità di joint lead manager. Claudio Costamagna e Lazard hanno agito in qualità di advisor finanziario di Moncler.

(Elisa Anzolin)

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