23 marzo 2017 / 17:55 / tra 6 mesi

PUNTO 1-Banca Farmafactoring, parte Ipo, debutto in Borsa atteso il 7 aprile

(Aggiunge dettagli da prospetto informativo)

MILANO, 23 marzo (Reuters) - Banca Farmafactoring IPO-BFARM.MI (BFF) dovrebbe sbarcare sull‘Mta di Borsa Italiana il prossimo 7 aprile con una valutazione che potrebbe arrivare fino a 1 miliardo di euro. In una nota diffusa ieri in tarda serata la società ha annunciato di aver ottenuto il via libera da Consob e Borsa Italiana e che la forchetta di prezzo è stata fissata a 4,7-5,9 euro per azione, intervallo che valorizza BFF tra un minimo di 800 milioni e un massimo di 1,004 miliardi.

L‘offerta, partita oggi, si concluderà il 4 aprile.

Come già preannunciato l‘azionista BFF Luxembourg Sarl, che fa capo al fondo Centerbridge, venderà il 31,16% del capitale, quota che salirà al 35,83% in caso di integrale esercizio della greenshoe.

Banca Farmafactoring ha chiuso il 2016 con un margine di interesse pari a 159,2 milioni di euro, in rialzo rispetto ai 133 milioni del 2015, ma sotto i 208,3 milioni del 2014. Lo scorso anno l‘utile netto è stato pari a 72,1 milioni, dai 68,8 milioni del 2015 e dai 124,4 milioni del 2014.

BFF è controllata al 94,2% da BFF Luxembourg, che ha acquisito la sua quota da Apax Partners e da altri piccoli azionisti a novembre 2015. Il fondo vende quindi una parte della sua partecipazione dopo un periodo relativamente breve rispetto a quanto accade nel mondo dei private equity. Secondo indiscrezioni stampa dell‘epoca Centerbridge aveva acquisito BFF 500 milioni di euro.

Lo scorso anno, nel 2016 BFF ha acquisito la polacca Magellan. Il costo dell‘operazione è stato pari a 100 milioni circa, secondo il prospetto.

Nel prospetto informativo si danno alcune indicazioni sulle politiche dei dividendi. In particolare si sottolinea che il Cda ha adottato una politica di distribuzione dei dividendi nel rispetto di quanto previsto dal ‘risk appetite framework 2016’ che consente la distribuzione di dividendi sino al 100% dell‘utile netto consolidato per la porzione in eccesso del target di total capital ratio del Gruppo CRR del 15%.

Nel prospetto si sottolineano inoltre, come di consueto, alcuni rischi. Tra questi si ricorda che BFF è ‘significativamente esposta’ al rischio-paese relativo all‘Italia “sia per quanto attiene alle caratteristiche del business, svolto prevalentemente nei confronti di controparti pubbliche, sia per quanto attiene al fatto che il portafoglio titoli del gruppo è composto prevalentemente da titoli di Stato emessi dalla Repubblica Italiana”. Nel dettaglio al 31 dicembre ammontavano al 51,9% dell‘attivo consolidato.

Inoltre si ricorda che il downgrade DBRS sull‘Italia avrà un impatto negativo sui requisiti patrimoniali del gruppo, legato anche a una più severa valutazione ai fini del rischio di alcuni crediti verso il settore pubblico. Una fonte di settore spiega che si tratta soprattutto di crediti verso Asl e ospedali.

Infine si mette in evidenza che l‘attività di BFF potrebbe risentire negativamente di un eventuale riduzione dei tempi di pagamento della pubblica amministrazione, che potrebbe portare a un calo della domanda per i servizi di BFF.

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