22 aprile 2016 / 12:17 / 2 anni fa

PUNTO 1-Pop Vicenza, Ipo andrà in porto, in Borsa dal 3 maggio - Iorio

(Aggiunge dichiarazioni Iorio)

MILANO, 22 aprile (Reuters) - Popolare Vicenza riuscirà quasi certamente ad approdare in Borsa dal 3 maggio.

Lo ha detto l‘AD Francesco Iorio in una conferenza stampa per presentare l‘operazione, tentando di sgombrare quindi il campo da tutti i dubbi, avanzati in questi giorni, sul fatto che l‘Ipo possa non andare in porto a causa di un flottante inferiore al minimo regolamentare del 25% e in assenza di deroghe da Borsa Italiana.

“Pur avendo letto che preoccupa molto questo tema, sono abbastanza sereno che la questione del flottante non ci sarà. C‘è moltissima probabilità se non la quasi certezza di essere quotata”, ha detto.

Popolare Vicenza punta alla borsa tramite un aumento di capitale da 1,5 miliardi. La forchetta di prezzo indicativa è stata fissata tra un minimo non vincolante di 0,10 euro e un massimo di 3 euro. Il fondo Atlante ha sottoscritto un contratto di sub underwriting con UniCredit, garante unico dell‘operazione, e ha dichiarato che sottoscriverà l‘inoptato a 0,10 euro, prezzo che diventerebbe quello di tutta l‘operazione, anche se l‘Ipo non andasse in porto.

“Al mercato la banca piace e piace la storia della banca. Dieci centesimi è un numerone se si considera l‘andamento del sistema. Non bisogna guardare il valore minimo della forchetta ma i multipli. Se la banca andasse sul mercato con un multiplo di 0,38, pari ai 10 centesimi della forchetta, sarebbe un bellissimo risultato”, ha spiegato Iorio che ieri ha illustrato l‘operazione a Londra al mercato.

Il banchiere ha poi elencato le ragioni per cui il mercato dovrebbe prendere in considerazione l‘adesione all‘aumento di capitale: dal cambio quasi totale del management, “oggi garanzia di trasparenza e discontinuità” al fatto che l‘aumento di 1,5 miliardi viene chiesto soprattutto per la presenza di 1,1 miliardi di “capitale finanziato”. “Tutti gli altri fenomeni negativi la banca avrebbe potuto sopportarli senza chiedere un aumento o potendolo fare in un momento diverso”, ha aggiunto.

Peraltro non ci sono evidenze che facciano pensare a un possibile nuovo aumento del capitale finanziato, ha detto Iorio. Della somma evidenziata, in parte dalla Bce in parte dalla ricognizione del nuovo management, 466 milioni non rientreranno perché i soci non hanno una capacità creditizia sufficiente e 353 milioni per la banca non ha una posizione forte dal punto di vista legale. “I restanti 300 milioni circa pensiamo possano tornare in banca e ricostituire il capitale che abbiamo perso”, ha detto.

Iorio ha poi quantificato in 700-800 milioni, circa il 6%, il calo dei depositi da inizio anno, ma “in aprile non è successo nulla”.

Tornando all‘operazione, Iorio, che sottoscriverà l‘aumento, ha spiegato che ci sono stati contatti anche con i soggetti del territorio di riferimento della banca, come fondazioni e imprenditori, ma su questo fronte “la situazione è fluida”. E sulla possibilità che il fondo Atlante sottoscriva una porzione importante, Iorio si è limitato a dire che “il compimento del rafforzamento patrimoniale è di per sé un successo a prescindere da chi lo sottoscrive”.

Porte aperte anche a grossi fondi che siano interessati alla banca dopo che ha bussato per ora senza successo l‘americana Fortress.

E sulla possibilità che venga promossa un‘azione di responsabilità nei confronti degli ex vertici della banca, Iorio si è detto favorevole “come il presidente Stefano Dolcetta” e ritiene che “ci siano tutte le evidenze anche formalizzate perché il nuovo consiglio prenda una scelta consapevole”.

Una volta sbarcata in Borsa, anche per Pop Vicenza potrebbe aprirsi il dossier aggregazioni: Iorio a questo proposito ha dichiarato la sua preferenza per un‘operazione alla pari in cui la banca vicentina sia parte attiva nella creazione di un soggetto nuovo piuttosto che essere acquisita da un grande gruppo.

(Gianluca Semeraro)

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